Verzino, Savelli e Pallagorio piangono un loro figlio. Ciao Giuseppe

Verzino, Savelli e Pallagorio piangono un loro figlio. Ciao Giuseppe

Tristezza, incredulità e sconforto: questi i sentimenti che si accompagnano alla prematura scomparsa, a soli 28 anni, di Giuseppe Crisapulli. Ragazzo residente a Verzino, ma cresciuto a Savelli, paese di origine del padre dove ha trascorso l’infanzia e gran parte della propria adolescenza, il “Crisa” si era trasferito da poco tempo a Milano per motivi di lavoro, dopo aver brillantemente completato gli studi in Economia presso l’Università della Calabria.

Da tutti conosciuto come figlio di una terra che, seppur periferica, sa regalare personalità di indubbio spessore, proprio come la sua, Giuseppe era da sempre persona distinta, generosa, dedita allo studio, al lavoro e allo sport. A ricordarlo con commozione, mista alla rabbia che si accompagna ad eventi tristi come questo, sono tutti gli amici che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. E di apprezzarlo, tanto come uomo che come calciatore.

Difensore centrale, considerato una delle promesse del calcio dilettantistico a livello giovanile, Crisapulli (è bello chiamarlo così come se stesse giocando una delle sue tante partite) vanta diverse presenze nel Savelli, nel Verzino e nel Pallagorio, a livello di Prima, Seconda e Terza categoria. Proprio per omaggiarlo dei suoi trascorsi calcistici, molteplici saranno le iniziative in suo onore per esprimere solidarietà e vicinanza alla mamma, al padre ed a tutti i familiari, scossi da una tragedia immane quanto inaspettata. Una di queste, la più suggestiva, è organizzata dal suo mister storico, Salvatore Arcuri, che intende rendergli il dovuto tributo, con una manifestazione che coinvolgerà, in occasione dei funerali che si terranno a Verzino, le diverse comunità dell’alto crotonese e le società calcistiche di Verzino, Pallagorio e Gioventù Savelli.

Quest’ultima, domenica prossima, in occasione della partita contro il Real San Mauro, giocherà col lutto al braccio. Si tratterà di un piccolo gesto, che vuole significare la vicinanza della società silana e di Savelli tutta ad un proprio figlio prima che ad un calciatore del proprio passato. Con l’amara e non consolante constatazione che in questo mondo, spesso troppo ingiusto, si è solo di passaggio, è bello immaginare idealmente che Giuseppe, per un’altra volta, possa fare il libero vecchia maniera come piaceva a lui su di un campo chiamato cielo. E magari far divertire gli angeli con una delle sue proverbiali battute.

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