Santa Severina, intervista al diesse Daniela Galasso: “Il lavoro porta i suoi frutti”

Santa Severina, intervista al diesse Daniela Galasso: “Il lavoro porta i suoi frutti”

Martedì è stata la festa della donna, e tanto si è parlato, come ogni anno, delle conquiste del genere femminile rispetto al monopolio degli uomini. Anche nel calcio dilettantistico molto è cambiato negli ultimi anni, con diverse squadre che hanno avuto alla presidenza delle donne. Un caso particolare, però, è quello del Santa Severina che ha una donna come direttore sportivo. Si tratta di Daniela Galasso, fresca di laurea magistrale in Scienze delle pubbliche amministrazioni, con una tesi dal titolo “è la stampa, bellezza! I giornalisti in Calabria”. Del resto Daniela è una collaboratrice di questo giornale, e quest’anno si è cimentata anche con questo ruolo solitamente maschile. Famiglia che mastica calcio, visto che il fratello Domenico è un calciatore conosciuto in provincia, ed il fidanzato Marco Basile è il capitano della squadra.

Una delle prime donne diesse nella nostra provincia. Come è nata questa idea e come sta andando?

Sono ritornata in società dopo i miei impegni universitari ed essere stata investita di tale importante carica mi ha onorata. Certamente, non è stato semplice e non lo è ancora adesso. Ma in tutto ciò che faccio cerco di dare il meglio e nonostante le difficoltà iniziali dovute alla non esperienza, credo che il bilancio sia più che positivo. Sono cresciuta in un ambiente “al maschile”. E ciò mi ha aiutato anche nel mio ruolo di diesse. La mia squadra mi porta rispetto al di là del fatto che io sia una donna. Di carattere cerco sempre di impormi. Il lavoro porta i suoi frutti, sempre!

Cosa ne pensi della festa della donna e delle conquista raggiunte dal cosiddetto “sesso debole” in questi ultimi anni?

Noi donne siamo il motore del mondo. E dovremmo esserne proprio noi più consapevoli. Ogni donna può affermarsi, non solo come moglie e madre, ma anche come professionista. Rimanendo in tema di sport non posso fare che riferimento alle tante atlete italiane che nel mondo salgono sempre sul gradino più alto del podio. Con impegno, sacrificio e passione tutti gli obiettivi possono essere raggiunti.

Tu hai raccontato per anni il tuo paese? Quali prospettive vedi per il futuro e cosa offrei ai giovani Santa Severina?

Purtroppo Santa Severina non è un paese per giovani. Negli ultimi anni sempre più ragazzi e ragazze hanno abbandonato il nostro borgo. È un problema generale e me ne rendo conto, ma il fiore all’occhiello del Crotonese dovrebbe avere la pretesa e la giusta mentalità per tenerseli stretti o giovani capaci e dediti al lavoro. Le parole passano, i fatto restano.

Tornando al calcio giocato, vi aspettavate una stagione così entusiasmante? Di chi sono i meriti?

Il nostro primo obiettivo era quello di ottenere una salvezza tranquilla. Personalmente con l’arrivo di Mister De Biasi e il vice Carvello è ritornato in me quel l’entusiasmo che negli anni passati mi aveva tenuta lontana dai campi da gioco. L’Fc Santa Severina 2012 ha di suo una buona ossatura: Parisi, mio fratello Galasso, il nostro capitano Basile, Coricello, gli under Vona e Cerrelli. L’innesto di gente di esperienza come Seminario Marrazzo e Mangone ha fatto il resto. Non ci poniamo nessun nuovo obiettivo. Il merito va riconosciuto a tutti: alla società sempre presente, alla grande passione di Mister De Biasi e alla squadra, ai miei calciatori che stanno davvero compiendo un miracolo.

Nella tua famiglia il calcio ha un ruolo centrale. Oltre ad esso, come occupi il tuo tempo libero?

Credo che le emozioni più forti provate nella mia vita provengano tutte da quel ” calcio ad un pallone”! È davvero la mia passione più grande, piu sfrenata. Ma non vivo di solo calcio. Sono una zia molto innamorata dei propri nipoti Michele, Cloe e Clarissa. Ed infine scarico tutta la tensione accumulata tra calcio e nipotini, suonando il clarinetto nella banda musicale.

fonte: Il Crotonese

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