Rari Nantes Auditore, il presidente Arcuri: “I nostri non possono competere alla pari”

Rari Nantes Auditore, il presidente Arcuri: “I nostri non possono competere alla pari”

“C’è qualcuno che non ha ben compreso cosa stiamo facendo. O forse fa finta di non capire. La Rari Nantes L. Auditore è squadra costruita per partecipare al Campionato Di Serie B dandosi una chance di competere: ai ragazzi di Crotone, che non hanno alcuna possibilità di farlo – causa il benché minimo interesse che le autorità cittadine hanno nei confronti dello sport in generale ma in particolare degli sport acquatici – abbiamo aggiunto ragazzi che tra Bologna, Bari, Roma, Taranto, Gorizia, Siracusa e la Croazia, riescono, individualmente, e rigorosamente svolgendo sedute atletiche di nuoto, senza toccare palla, ad andare in acqua con continuità. Il tutto incontrandosi, presso il luogo dove si svolgerà la partita, quasi sempre a centinaia di chilometri di distanza da dove ci si allena, ad un’ora dal fischio di inizio, provando a darsi organizzazione e ruoli.
Ragazzi che peraltro hanno si e no 15 allenamenti fatti dal 23 febbraio in poi.

Questa è la scelta che abbiamo fatto insieme allo staff tecnico finalizzata a darci una chance di mantenere la serie B. Senza retrocedere preventivamente o per scelta. Come fatto da altri. Lo sforzo, quantomeno organizzativo è enorme. Quello economico e finanziario è sostenuto dai nostri sponsor e partner che non smetteremo mai di ringraziare.

Rispettiamo ogni commento. Ogni considerazione. Anche suggerimenti da parte di dirigenti con molta più esperienza. Accettiamo tutto. Soprattutto la sconfitta. Soprattutto se arriva così: nell’ultimo quarto la maggior parte dei nostri ragazzi presentava evidenti limiti di mobilità con sofferenza da crampi.

Ma non aderiamo e aderiremo ad alcuna mistificazione della realtà. È vero, abbiamo nel roster moltissimi elementi di livello (e ringraziamo coloro che lo ricordano puntualmente prima e dopo ogni nostra partita!), ma le circostanze sopra rammentate ci portano e porteranno a giocarcela alla pari fino all’ultimo secondo di ogni partita con ogni avversario. Siamo consapevoli che sarà così per tutto il campionato. Siamo orgogliosi della scelta fatta e fieri di avere ragazzi che hanno ben compreso la nostra scelta.

Il nostro valore è riconosciuto dalle eccessive esultanze di coloro che ci battono. In alcuni casi esultanze spropositate e villane, poco appartenenti al buon senso, d’obbligo in un tale periodo storico, ed alla buona educazione. Ma tant’è, in ogni ambito c’è chi dimostra sin da subito i propri limiti. Ne prendiamo atto. Stigmatizziamo. E cerchiamo di spiegare ai nostri ragazzi più giovani che per fortuna lo sport è un’altra cosa.

Ciò che non riusciamo più a spiegare ai nostri ragazzi è come mai, loro, nati a Crotone, e coloro, che hanno scelto di restarci, sono destinati ad essere inferiori ai loro coetanei: a non poter competere alla pari, a non poter avere una chance di confronto con eguali soglie di partenza. Ci continuano a chiedere perché? Che dovremmo fare?
Elogio della sconfitta, direbbe qualcuno. Potremmo elogiarli per lo sforzo che stanno compiendo. E poi? Cosa dovremmo raccontargli. Di rassegnarsi? O di lasciar perdere? Chi ve lo ha fatto fare, la domanda più frequente. Risposte non ne abbiamo più!
Aspettiamo illuminanti considerazioni!

Forse è conveniente far finta di non comprendere che c’è una pubblica amministrazione che tratta taluni suoi concittadini diversamente da altri. È altrettanto illegittimo e da stigmatizzare.
Nel frattempo, da domani, organizzeremo i viaggi verso Squillace e Cosenza e Messina (dove giocheremo la terza partita di campionato sabato 27 p.V.). Bello lo sport, vero?
Un orgoglio rappresentare sportivamente Crotone in Italia, vero?“.

Il Presidente
Vincenzo Arcuri

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