Raffaele Tambaro, una carriera fatta di record

Raffaele Tambaro, una carriera fatta di record

La stagione dilettantistica è finita, ma molte squadre stanno già pensando alla nuova. Tra queste c’è sicuramente la Polisportiva Cutro, che il prossimo anno disputerà il campionato di Prima categoria, dopo la splendida cavalcata in Seconda. Sempre tempestiva la società cutrese, anche per merito del proprio uomo più rappresentativo, calciatore, capitano e direttore sportivo. Non c’è che dire, Raffaele Tambaro è il simbolo di questa nuova realtà calcistica che sta battendo tanti record.

Tambaro, classe 1976, ha il calcio nel sangue. Non potrebbe essere altrimenti per uno che ha iniziato la scuola calcio a 4 anni, e non nel suo paese, bensì all’Unitaria Crotone con mister Gambino. Quattro anni di viaggi nella città capoluogo insieme ad altri ragazzi cutresi e della provincia, tra cui Santino Parise ed Apa. Poi, ad 8 anni, il Cutro, con le giovanili fino ai 16 anni. A questo punto inizia la storia calcistica da “grande” per Raffaele, che a soli sedici esordisce nel campionato di Promozione.

L’As Cutro, allenato da mister Corigliano, in quella stagione 1990-91 vince il torneo e viene promosso in Eccellenza. Per il giovane Tambaro solo alcune presenze, ma già la stoffa del predestinato viene notata da tutti gli addetti ai lavori. Seguono diversi anni nel massimo campionato regionale con la squadra del suo paese, da “under”, e le sue prestazioni non sfuggono agli occhi attenti degli osservatori del nuovo corso del Crotone.

Con l’Fc Crotone Tambaro gioca nella stagione 1995-1996 nel Cnd, campionato nazionale dilettanti (l’attuale serie D), Iacoboni allenatore. Il difensore cutrese colleziona 18 presenze e segna una rete, proprio all’esordio, a Caltanissetta in casa del Nissa, in una gara vinta 2-1 dai calabresi. In quella squadra, tra gli altri under possiamo segnalare Galardo e Mortelliti. In attacco, la coppia da sogno lametino-cutrese Caputo-Porchia, i gemelli del gol che riportarono in alto il calcio crotonese.

L’anno successivo, però, c’è il rientro a Cutro. Nella carriera di Tambaro c’è però anche una parentesi siciliana: stagione 1997-1998 col Ragusa di Pasquale Ussia. In porta Grillo, anche lui vecchia conoscenza del calcio crotonese. Non dura molto però la permanenza del centrale difensivo nell’isola. A dicembre, infatti, c’è il ritorno a Cutro a causa di un infortunio che renderebbe inutile la sua presenza in quel di Ragusa.

Nella stagione 1998-1999 inizia col Rende, sempre in Eccellenza. Per lui tutta la preparazione estiva, le amichevole, e la prima gara di Coppa Italia. Poi, però, il fatto di dover viaggiare, anche perché fresco di matrimonio, hanno consigliato al giocatore il ritorno alla base cutrese.

Nel 2000-2001 una esperienza vincente in Prima categoria. Tambaro, assieme ad altri calciatori della nostra provincia, tra cui Geraldi, Olivo e Giungato, vince il campionato, con alla guida mister Trapasso. Una cavalcata vincente che però non spezza il suo legame con la squadra del suo paese. Dopo alcuni problemi in estate, la società cutrese decide di rilanciarsi, e per farlo vuole il suo figliol prodigo.

Da questo momento in poi seguono tante stagioni con la maglia dell’As Cutro, che dopo una parentesi in Promozione ritorna in Eccellenza diventando la più alta rappresentante dal calcio dilettantistico crotonese, soppiantata solo negli ultimi anni dall’exploit dell’Isola Capo Rizzuto. Nel 2010-2011 Tambaro scende in Seconda categoria per giocare con la maglia dell’Usc Roccabernarda.

Nel 2011-2012 la svolta, con la nascita in estate della Polisportiva Cutro. Un progetto giovane che rilancia lo sport nel popoloso centro del Marchesato e del quale Raffaele Tambaro è attore protagonista. Sul campo sono solo successi: vittoria del campionato di Terza categoria, Supercoppa provinciale battendo proprio gli ex compagni del Roccabernarda, poi nel 2012-2013 vittoria del campionato di Seconda categoria e Supercoppa provinciale battendo la Polisportiva Strongoli.

Record su record, visto che in queste due stagioni la Polisportiva Cutro mantiene l’imbattibilità; inoltre nessuna squadra era mai riuscita a vincere per due anni di fila la Supercoppa provinciale.

In questa carriera pluriennale (oltre 30 anni di calcio contando la scuola calcio), Tambaro può vantare alcuni record importanti. Innanzitutto le presenze totali, oltre 600 contando tutti i campionati, conditi anche da diverse reti. Si perché sui calci d’angolo il difensore cutrese è sempre stato abile nel mettere la palla alle spalle del portiere avversario.

Con l’As Cutro, poi, i numeri fanno la storia: maggior numero di presenze nella storia della società, con le 500 presenze festeggiate pochi anni fa. Inoltre, la fascia di capitano indossata per più di 10 anni, per una maglia che gli è rimasta attaccata addosso come una seconda pelle, nonostante ora giochi per un’altra società. Tutto questo fa di Tambaro uno dei personaggi rappresentativi del calcio dilettantistico crotonese, uno che può raccontare aneddoti su aneddoti, la cui carriera ripercorsa racconta di battaglie, gioie, amarezze (in numero molto basso per la verità). Quattro spareggi salvezza disputati con la maglia del Cutro, ben tre vinti ed uno solo perso a Catanzaro.

Non è finita qui: vincere in quattro categorie diverse non è da tutti, e nemmeno l’umiltà, nonostante il nome, di ripartire da dietro per colmare le lacune. Promozione col Cutro (due volte), Prima categoria con il Catanzaro Lido, Seconda e Terza categoria con la Polisportiva Cutro. E lui promette che non finisce qui. C’è da crederci. Manca ancora qualcosa, da giocatore o allenatore, o direttore sportivo. Lo spazio per aggiornare il palmares c’è, la voglia di vincere pure, intatta.

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