Papanice, intervista a mister Lorecchio: “Salvezza che ha del miracoloso. Ma così non si va avanti”

Papanice, intervista a mister Lorecchio: “Salvezza che ha del miracoloso. Ma così non si va avanti”

È stato uno dei grandi protagonisti della salvezza del Papanice, che ha raggiunto l’obiettivo con una giornata d’anticipo senza passare dai playout. Stiamo parlando del tecnico Pino Lorecchio, con il quale abbiamo fatto una lunga ed interessante chiacchierata.

Mister, una salvezza che vale come una vittoria di campionato per voi

Penso che sia stata una grande impresa, ma è giusto che giudichino gli altri. Ricordo che col presidente ed anche con voi di crotonesport.com ad agosto commentammo i pronostici che ci vedevano indietro assieme alla Silana. Loro però prima dell’inizio di campionato costruirono una squadrone, noi eravamo considerati una seria candidata alla retrocessione. All’inizio però le cose sono andate benissimo, abbiamo tirato fuori l’orgoglio, e ad un certo punto abbiamo anche sognato qualcosa di più di una semplice salvezza“.

E poi cosa è successo mister? La fase centrale del campionato è stata difficile, a giudicare dai risultati

Hai detto bene. Posso dire che è successo il finimondo. Prima di Natale abbiamo perso 7-8 giocatori, per vari motivi. Noi abbiamo costruito questa squadra ma senza voler spendere soldi, nemmeno per i calciatori, ed è giusto che alcuni abbiano preso altre strade. Ad inizio stagione avevo chiesto alla società solo di confermare De Pasquale e Ioppoli, e su di loro avevo costruito la squadra. A dicembre Ioppoli ha avuto questa grande opportunità del reality in Inghilterra, ed abbiamo perso anche il nostro giocatore di maggior qualità“.

Ed a questo punto, quando ormai i playout sembravano inevitabili, avete tirato fuori dei risultati importanti. Ci avete creduto sempre?

Si, la nostra forza è stato il gruppo, e per fortuna ad un certo punto abbiamo ritrovato giocatori come Porta, Bertè, Riillo, ed anche Ioppoli che è ritornato. Siamo stati ancora più bravi di quanto potevamo sperare ad inizio stagione. Ci abbiamo creduto fino alla fine e per questo ringrazio i miei magnifici calciatori, che hanno lottato veramente per questa maglia. Un grande aiuto me lo ha dato anche Giuseppe Durante che ha fatto il secondo allenatore. Per me è stato fondamentale, penso sia pronto per una grande responsabilità anche da solo“.

Salvezza dunque miracolosa, ma che sposta soltanto di qualche mese i problemi che hanno investito la società

In questa stagione la baracca l’hanno portata avanti un gruppo di amici. Mi riferisco in particolare al presidente Megna, ai dirigenti Porto e Devona, a Cesare Carvelli che ha fatto non solo il calciatore ma anche il dirigente. Grazie a loro si è potuto realizzare questo sogno, ed anche grazie ad altri che hanno dato il loro apporto come Cardace e Pucci, nel limite del possibile. I dirigenti si sono superati, ma un’altra stagione così non si può fare. Forse a Papanice non tutti hanno capito l’importanza di fare una Prima categoria, una cosa storica per la nostra frazione. Per andare avanti bisogna che ci sia una partecipazione maggiore, sia da parte delle istituzioni che degli imprenditori. In caso contrario, penso che il calcio qui possa scomparire“.

A livello personale come giudichi questa annata. Da più parti arrivano riconoscimenti importanti per te.

Ho continuato in questa stagione il mio processo di maturazione, del resto si cresce sempre. Qui non voleva venire nessuno, la consideravano una piazza scomoda dove c’era da perdere. Io ho dato il massimo, forse più di quello che potevo per l’obiettivo. Qui devi fare non solo l’allenatore, ma anche lo psicologo, il motivatore, devi convincere alcuni calciatori a venire agli allenamenti, a credere nella squadra. Per fortuna ho avuto uno zoccolo duro che non ha mollato mai. Sono orgoglioso anche di aver lanciato dei giovani che con voglia e determinazione possono fare anche di più nei prossimi anni, e mi riferisco per esempio a Virellli, Parise ed Aracri. Un orgoglio anche per la società“.

Il tuo futuro sarà targato ancora Papanice?

Come ho detto prima, un altro anno in queste condizioni non si può fare. Per me la squadra del mio paese resta la priorità, ma devono cambiare le cose. Se non si riuscisse a cambiare la rotta, potrei anche pensare ad altre alternative, per me l’importante è che sia un progetto, anche senza grosse risorse economiche, purchè sia costruito per durare un’intera stagione, con coerenza“.

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