Panucci, allenatore di arti marziali. Giusto mirare coi tacchetti la testa di un avversario

Panucci, allenatore di arti marziali. Giusto mirare coi tacchetti la testa di un avversario

Incredibile sceneggiata “toscana” al 20′ della gara Livorno-Crotone. Il capitano del Livorno Luci, onesto centrocampista, in un momento di follia alza di 80 cm la gamba colpendo con i tacchetti la spalla del calciatore rossoblù Martella. Un intervento da arti marziali che poteva avere conseguenze molto gravi. Rosso ineccepibile, anzi, forse il buon Martella avrebbe potuto anche fare una denuncia penale, ma non esageriamo. Nella foga del momento Luci protesta in modo eccessivo, ma ciò che colpisce sono le dichiarazioni dell’allenatore Christian Panucci a fine gara.

Espulso per proteste, il tecnico ex calciatore di Genoa, Juventus, Inter, Milan e Roma, si lascia andare a frasi del tipo: “Non c’è cattiveria nell’intervento di Luci, in una zona del campo lontana da tutto. Cosa dobbiamo fare, dobbiamo giocare a ballare?“. Probabilmente il tecnico ricorda i suoi trascorsi nella trasmissione “Ballando sotto le stelle”. Ma il calcio è un’altra cosa, è incredibile sostenere che quello sia stato un fallo normale, non passibile di espulsione. Solite dichiarazioni incomprensibili che non sentiamo per la prima volta in serie B. In questo caso, apprezziamo sempre di più la signorilità di Juric e dei dirigenti del Crotone, mai così antisportivi.

Capiamo che il Livorno se la passa male, capiamo che probabilmente nelle partite precedenti potrebbe aver subito dei torti arbitrali, ma bisogna avere l’onestà di ammettere che la decisione di Saia, uno dei pochi arbitri decenti visti quest’anno, è stata corretta. Piuttosto Panucci dovrebbe chiedere al suo capitano cosa gli sia passato per la testa, facendo quell’entrata killer in una zona del campo “lontana da tutto”.  Da tutto il regolamento, forse.

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