Pallagorio, intervista a mister Ettore Bonanno, fresco di patentino: “Ruolo delicato e di responsabilità”

Pallagorio, intervista a mister Ettore Bonanno, fresco di patentino: “Ruolo delicato e di responsabilità”

Al termine di un corso interessante e faticoso è risultato tra i nuovi allenatori con tesserino Uefa B della provincia di Crotone. Ettore Bonanno ha potuto così festeggiare il conseguimento dell’abilitazione che rappresenta un ottimo biglietto di visita per chi vuole fare calcio dilettantistico con serietà. Al tecnico di Pallagorio abbiamo rivolto alcune domande.

Un bel traguardo personale per te. Cosa provi nell’aver ottenuto il tesserino?

È stato un corso intenso e non affatto semplice. Il calcio è un mondo dai mille risvolti e il ruolo dell’allenatore è quello più delicato, con la responsabilità più grande. Se si avrà a che fare con i bambini e i giovani occorrerà, inoltre, fare i conti anche con una funzione educativa davvero importante, oltre che con l’educazione motoria. Il tesserino per me rappresenta un passo indispensabile per la formazione, la mia emozione è stata quella dell’imparare”.

Pallagorio, ha rappresentato per anni un’isola felice del calcio. Qual è il segreto, soprattutto delle tante Coppe disciplina vinte?

Il segreto sta nel fatto che il presidente Pontieri e la società hanno indicato e indicano la via da seguire racchiusa nel motto “per crescere insieme, usiamo lo sport”. Gli allenatori e i giocatori lo hanno sposato in pieno. L’altro segreto è una “vecchia guardia”che trasmette ai giovani questi valori dentro lo spogliatoio e in campo durante gli allenamenti e la partita. Quest’anno, inoltre abbiamo ufficializzato il terzo tempo. Ritrovarsi insieme con gli avversari e l’arbitro a fine partita, anche dopo una sonora sconfitta o dopo decisioni arbitrali delicati o vissute come un'”ingiustizia”, non è semplice e coinvolge le emozioni dei calciatori. Farlo, significa assumersi la responsabilità di accettare le regole dello sport e riconoscere gli altri non come “nemici” ma come amici che condividono la stessa passione“.

Non è stata per voi una stagione facile ma avete ottenuto la salvezza. Cosa vi aspettate calcisticamente per il futuro?

Dopo la sconfitta ai play-off, l’anno scorso siamo ripartiti con il progetto Pallagorio. Ovvero coinvolgere il maggior numero di ragazzi e ridare centralità non al risultato ma alla componente di aggregazione sociale dello sport, dando la possibilità di partecipare anche a chi non aveva mai giocato in una squadra di calcio o a chi lo aveva fatto di meno. Non è stato semplice ma con la disponibilità di tutti, la crescita è arrivata man mano e con essa la fiducia nei propri mezzi. Alla fine sono arrivate anche le vittorie che ci hanno portato ad una meritata e sudata salvezza. In questo percorso difficoltoso, io, il capitano Bonanno, il presidente Pontieri, la vecchia guardia e tutti i giocatori ci abbiamo sempre creduto e siamo felici che siano arrivati sia i risultati sociali (siamo partiti ad inizio stagione in 18 e abbiamo concluso il campionato in 23 giocatori) che quelli sportivi“.

Pallagorio è un paese come tanti a rischio spopolamento. Come vedi il futuro di questa comunità?

Purtroppo le difficoltà sono enormi, l’isolamento, anche per via di una viabilità dissestata e pericolosissima, scoraggia ulteriormente le persone a restare. Il futuro non è roseo se non si interviene su scala nazionale e regionale con interventi strutturali. Le amministrazioni locali possono però incentivare le organizzazioni sociali, sportive, ricreative, culturali e musicali a fare di più per migliorare la qualità della vita di chi ha deciso di restarvi. Interventi a sostegno possono indubbiamente qualificare una comunità. La squadra di calcio ne è un esempio. Per questo alla nuova amministrazione chiediamo un impegno diretto a sostenere le attività sportive dopo anni di poco interesse. Il progetto è valido e lo merita“.

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