Metal Carpenteria, niente da fare contro la capolista Palmi, nonostante tanto cuore

Metal Carpenteria, niente da fare contro la capolista Palmi, nonostante tanto cuore

METAL CARPENTERIA-EKUVA PALMI 0-3

Metal Carpenteria Crotone: Bitonti, Braichuk, Capria, Cesario, De Franco, Franco, Muscò, Pioli, Reale, Reale, Scida, Sitra, Cosentino Libero, All. P. Asteriti.

Ekuba Palmi: Crucitti, Angì, Diago, Calixio, Cavalcante, De Araujo, Barone, Surace, Carrrozza libero, all. A. Corso.

Arbitri e Segnapunti: Cangemi e Aiello di CZ Arabia di Kr Carlà di Gioia T.

Metal Carpenteria KR – Ekuba Palmi 0-3 Parziali 17/25 18/25 15/25

 

La capolista Palmi doma un coriaceo Crotone che mette in campo cuore e grinta per cercare di colmare il gap contro la prima della classe, ma senza riuscire nell’intento. Tutto ciò a favore dello spettacolo che ha lasciato soddisfatto il numerosissimo pubblico accorso al palakrò. Per capire la forza di questa squadra, il Palmi, bisogna partire dalla ottima intelaiatura dello scorso anno alla quale sono state aggiunte delle vere e proprie punte di diamante tutte prelevate in Brasile, vedi la Cavalcante (giocatore da serie B1 italiana ) ma anche della Calixio, se si aggiunge la regia di De Arajio perfetta e la strapotenza fisica della cubana Diago (192 cm di potenza) si capisce che il Crotone non poteva fare altro che mettere il cuore oltre l’ostacolo e sperare in una loro giornata storta.

Inizio gara per il Palmi è da incubo il Crotone parte 9-2 un parziale simile avrebbe ammazzato tante squadre ma non questo Palmi che reagisce e pareggia grazie alle battute che spaccano la ricezione del Crotone, in poco meno di 10 minuti il gap è colmato si arriva sul 13-13 ma l’ennesimo scatto nei punti arriva con la battuta di Calixio che batte per ben 8 turni consecutivi grazie alla correlazione muro difesa delle sue compagne che annullano ogni azione del Crotone che s’inceppa con De Franco e Braichuk in prima linea insieme alla regista Reale, a nulla valgono i cambi di Capria su Braichuk e di S. Reale su Pioli ormai a giochi fatti.

Al cambio campo mister Asteriti conferma il sestetto, il gioco sembra più fluido con cambi palla da una parte e dall’altra, la differenza tra le due squadre balza agli occhi di tutti, da una parte (il Palmi) impiegano una al massimo due azioni per fare punto e con una semplicità disarmante, dall’altra (il Crotone) deve fare il colpo di classe per fare punto e con molte difficoltà, l’equilibrio come nel primo set si spezza da 11-10 per il Palmi andando verso la fine del set, la regia di Reale lascia il posto a quella di Franco che seppur giovanissima ingaggia una guerra di nervi sotto rete con le più esperte e navigate avversarie, le quali molto spocchiosamente ridicolizzano in maniera antisportiva le avversarie mandando su tutte le furie il pubblico locale e la panchina rossoblù ammonita per l’occasione.

Sul 2-0 il Palmi non abbassa la guardia, la speranza del Crotone si attenua sempre di più, l’attacco del trio Braichuk, Bitonti e Pioli fa quel che può, l’unico fondamentale che tiene a galla il Crotone è la ricezione di Cesario (classe 2001), il set fila via liscio ma la cosa più positiva della giornata resta la compattezza della squadra che non ha mai mollato e mettendo in mostra numeri di alto livello tecnico, (alzata ad una mano di Reale e primo tempo di Scida nei 3 metri fa scattare l’applauso del Palakrò).

Presidente Giovanni Capocasale: “Della partita dico solo che le ragazze sono state bravissime e che se avessimo giocato sempre così avremmo vinto tutte le altre gare, quindi siamo sulla buona strada speriamo di continuare, ma vorrei mettere l’attenzione su altri aspetti, il primo sul regolamento della Federazione Pallavolo Italiana , che deve essere chiaro per tutti, non si può spegnere la musica e togliere il fotografo ed il cameraman solo perché lo chiede il tecnico della squadra avversaria. Ricordo che il fotografo era a ben 10 mt di distanza dalla linea di fondo e oltre la linea di omologa campo, esattamente dietro le porte di calcetto in postazione stampa. L’altra cosa che devo rimarcare è che la mia società fa il modo che le partite diventino una festa che coinvolge il pubblico (infatti tocchiamo punte di 5/700 persone, nessuno come noi neanche in serie A) per cui l’arbitro che fa spegnere la musica e non fa fare foto e riprese Tv, ammazza il nostro sport e chissà un giorno ci chiederanno anche di non tifare. Inoltre una regola che avrebbe previsto in campionati come la Serie C di utilizzare un solo straniero extracomunitario potrebbe dare spazio alle atlete dei vivai giovanili, ma purtroppo interessi sicuramente non sportivi hanno convinto i dirigenti nazionali e regionali a liberalizzare questa regola. La nostra forza della squadra è fatta di un età media di 19 anni !!!! E’ questo lo sport“.

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