Lettera aperta dell’Asd Casabona: “Realtà dei fatti completamente distorta”

Lettera aperta dell’Asd Casabona: “Realtà dei fatti completamente distorta”

La ASD Casabona Calcio, dopo avere letto sugli organi di stampa varie ipotesi su quanto accaduto in occasione dell’incontro di calcio tra ASD Casabona Calcio e ASD Nuova Torre Melissa, e aspettando in religioso silenzio la decisione del Giudice Sportivo Territoriale, ritiene opportuno fare delle doverose precisazioni e portare all’attenzione di tutti gli addetti ai lavori, degli organi di stampa, degli sportivi e dei lettori tutti alcune incongruenze tra quanto realmente accaduto, quanto riportato nelle motivazioni e, conseguentemente, nei provvedimenti adottati della giustizia sportiva, consapevoli che alle refertazioni dei DdG sono attribuite valore di prova assoluta e privilegiata.

Premesso che la ASD Casabona Calcio nel rispetto delle regole accetta la decisione adottata, e pur condannando gli incresciosi comportamenti verificatisi in campo, non può esimersi tuttavia dal manifestare un sentimento di delusione, amarezza e di profonda ingiustizia per il torto subito che ci ha visto comminata la sanzione sportiva della sconfitta a tavolino 0 a 3 e dell’ammenda di 200,00 euro.

Nello specifico si legge nelle motivazioni della decisione, che succintamente si riporta:

letti gli atti ufficiali dai quali risulta: che al 44º del Iº tempo, subito dopo il fischio di un fallo di gioco a favore della società Nuova Torre Melissa da parte dell’arbitro, in prossimità delle panchine occupate dalle due società (Casabona Calcio e Nuova Torre Melissa) il Sig. Calizzi Salvatore, dirigente accompagnatore della società Casabona Calcio, rimproverava e strattonava per la maglia il giocatore della società Nuova Torre Melissa reo del fallo di gioco; che, contestualmente, si accendeva una rissa “totale” alla quale partecipavano tutti i giocatori e dirigenti di entrambe le squadre i quali si colpivano a vicenda con calci e pugni; che i due carabinieri presenti visti vani i tentativi dell’arbitro di dividere i corrissanti e che la rissa continuava, invitavano l’arbitro stesso a rientrare negli spogliatoi in quanto non vi erano più le condizioni idonee per proseguire regolarmente la gara; che l’arbitro, a questo punto, considerava chiusa definitivamente la gara e rientrava negli spogliatoi; che l’arbitro una volta nello spogliatoio riceveva la visita dei capitani delle due squadre che si dichiaravano “d’accordo” sulla decisione adottata”.

In proposito, si riafferma il pieno rispetto e fiducia nell’operato degli arbitri, attori questi grazie ai quali con la loro passione continuano a far esistere il calcio. Dovremmo tutti riflettere riguardo a quanti insulti e quant’altro ricevono ogni domenica sui campi di calcio soprattutto in quelli di periferia.

Ciò nonostante la ASD Casabona Calcio resta convinta che la decisione dell’arbitro di sospendere la gara è stato un errore tecnico, scaturito da una erronea valutazione dei fatti e frutto evidentemente di una mancanza di serenità di giudizio da parte del DdG che ha indotto lo stesso non solo a descrivere e ricostruire fatti mai realmente accaduti, ma soprattutto a coinvolgere in quella che è stata una sua autonoma decisione altri soggetti estranei alla vicenda ovvero, Carabinieri e capitani delle due squadre.

Tale convinzione trova riscontro nelle motivazioni della decisione considerato che:

– falsa è la circostanza, perché smentita dalle stesse Forze dell’Ordine, che la gara sarebbe stata sospesa su consiglio dei Carabinieri presenti;

– falsa è la circostanza che il nostro capitano sarebbe stato d’accordo sulla decisione di sospendere la gara, anche in questo caso smentita dal medesimo. Infatti non è plausibile che il capitano di una squadra che ha come progetto la promozione abbia potuto prestare consenso alla decisione di sospendere la gara nella consapevolezza che relative conseguenze si sarebbero certamente sostanziate nella sconfitta a tavolino della gara;

– falsa è la circostanza secondo la quale vi sarebbe stata una “RISSA TOTALE alla quale avrebbero partecipato tutti i giocatori e dirigenti di entrambe le squadre. Risulta inverosimile, non plausibile che da una colluttazione con calci e pugni reciproci in cui sarebbero stati coinvolti tutti i calciatori e dirigenti delle due squadre solo tre risultano i tesserati sanzionati, ovvero due calciatori, uno per parte per due turni, e un dirigente del Casabona per meno di un mese di inibizione.

Quanto su indicato giustifica, altresì, il perché le prime notizie apparse sugli organi di informazione non chiarivano la causa della sospensione della gara che, ricordiamo, è stata disturbata comunque da un forte vento, per cui la verità è che il DdG non è stato in grado di gestire con i poteri conferitegli dal regolamento quella che in gergo viene definita “scaramuccia”, che spesso si verifica anche su palcoscenici di categorie superiori, che ha visto coinvolti solo i tesserati già puniti dal provvedimento mentre gli altri si sono semplicemente adoperati al fine di placare gli animi.

A tutti i lettori la valutazione oggettiva dei fatti, mentre il Casabona Calcio rispetta le regole e si riserva il diritto di impugnare la decisione adottata, osservando che è necessario che ci sia, anche da parte di tutte le altre componenti di questo gioco, rispetto del lavoro e dei sacrifici dell’esercito di volontari, giocatori, dirigenti che per passione sottraggono tempo e risorse economiche alle proprie famiglie per mantenere tutto l’apparato del calcio dilettantistico, ma soprattutto garantire che i campionati si decidano sui campi da gioco.

ASD Casabona Calcio

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