L’allenatore del Crotone Nicola in visita da amici a Fiumefreddo Bruzio

L’allenatore del Crotone Nicola in visita da amici a Fiumefreddo Bruzio

Una allegra serata trascorsa tra amici, i suoi amici di Fiumefreddo, tra spaghetti, un buon bicchier di rosso e l’immancabile strimpellata alla chitarra. Davide Nicola, allenatore del Crotone calcio, uomo simbolo di una salvezza impronosticabile, (ancor di più irrealizzabile dopo il girone di andata dello scorso campionato), è stato graditissimo ospite con moglie e figli della famiglia Petrungaro, riscontrando una volta in più, se ce ne fosse stato bisogno, calore e passione calabrese in quanto a rapporti umani ed accoglienza.

Risate, calcio, ricordi: questo il “menù” di alcune ore trascorse a Fiumefreddo, assieme ad una trentina di amici, ciò reso possibile grazie alla sosta campionato per dar spazio alla Nazionale. Davide Nicola, piemontese doc, uomo estroso, poliedrico, atleta di altri tempi, esuberante lo si potrebbe raccontare in due episodi focali della sua vita recente e recentissima.

Credevo fosse Betty, un’ amica di famiglia che mi aveva pronosticato il gol. Però ci somigliava. Betty, mi hanno detto dopo, stava in tribuna col marito”. Betty di cui parla Nicola, ricordando il suo gol in maglia rosso blu genoana, era un’agente di polizia all’epoca dei fatti seduta in tribuna con marito, ma Davide la confuse con un’agente in servizio a bordo campo, a cui l’ex terzino dopo la marcatura, diede un affettuosissimo bacio. Fu quello un sodalizio tra ultras e forze dell’ordine. Crediamo che la Betty in questione non dimenticherà nemmeno lei quel gesto cosi spontaneo.

Ma il bel Davie suo malgrado, verrà per sempre ricordato anche per la prematura quanto tragica scomparsa del figlio secondo genito Alessandro, travolto in bici da un autobus non distante da casa nel luglio 2014. Un ragazzo che già sognava gol e successo che giocava nelle giovanili del Livorno allenato da papà Nicola. Un autobus che quei sogni di Alessandro li ha schiacciati, frantumati, spegnendo per sempre il sorriso di una famiglia serena, unita, innamorata. A questo figlio perduto, Davide ha scritto una lettera aperta commovente e struggente che mezza Italia conserva nella mente e nel cuore per bellezza e tenerezza di un papà per il proprio bambino.

Settimio Alò

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