Juric, lo splendido condottiero. Da calciatore e da tecnico, è lui la leggenda del calcio crotonese

Juric, lo splendido condottiero. Da calciatore e da tecnico, è lui la leggenda del calcio crotonese

Un carattere schivo, una sorta di freddezza glaciale mantenuta quasi sempre durante questi mesi. Non è stato facile interpretare i pensieri ed i sentimenti di Ivan Juric in questa stagione sportiva culminata con la storica, incredibile promozione in serie A del Crotone. Per quanto possa aver fatto di tutto per non apparire simpatico, il tecnico croato è amato, osannato, stimato da tutta Crotone. Inutile girarci intorno, gran merito di questa incredibile favola è sua. Anche grazie alla sua imperturbabilità i rossoblù sono riusciti a mantenere la concentrazione in un campionato lunghissimo come quello cadetto, tenendo lontane le pressioni che inevitabilmente crescevano man mano (o A MANO A MANO come preferirebbe lui) che ci si avvicinava all’obiettivo.

Una squadra che è stata sua sin dall’inizio, magari escludendo la prima giornata col Cagliari ed i primi 70 minuti col Novara. Poi il Crotone ha dimostrato di essere la squadra più forte di questo campionato di serie B. Si sarà anche ispirato a Gasperini, suo maestro, nel modulo ed in molte situazioni di gioco, ma in questo Crotone ci abbiamo visto molto di originale, ovvero col marchio Juric. Maggiore equilibrio rispetto alle squadre di Gasperini, maggiore lucidità in determinate occasioni, specialmente in trasferta.

Una annata magnifica, e per Juric forse resterà l’unica da allenatore dei rossoblù calabresi. Sembra infatti scontato il suo passaggio sulla panchina del Genoa. Peccato, la sua presenza in panchina sarebbe stata garanzia di continuità, di solidità, e sarebbe stata la prima pietra sulla quale tentare di costruire la salvezza. Difficile che sarà così, ma Ivan Juric resterà una leggenda del calcio crotonese, perchè ha fatto la storia dell’Fc Crotone sia da calciatore che da allenatore, e difficilmente qualcuno riuscirà a fare meglio nella doppia veste. Comunque vada, grazie Ivan, sei uno di noi.

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