Isola, parla il tecnico-capitano Leone: “La Coppa ciliegina sulla torta. Sono a disposizione della società”

Isola, parla il tecnico-capitano Leone: “La Coppa ciliegina sulla torta. Sono a disposizione della società”

Si chiude con una netta sconfitta il campionato dell’Isola Capo Rizzuto, in casa di una Palmese al completo che ha sfidato una formazione giallorossa abbastanza inedita e imbottita di giovani. Si chiude così una stagione divisa in due tronconi, la grande cavalcata nella prima parte e la discesa nella seconda, che non ha permesso alla squadra del duo Leone – Zangari di non partecipare nemmeno ai play off.

Il capitano e allenatore Leone analizza in generale l’andamento di quest’annata: “Certo c’è un po’ di amarezza nel non disputare i play off dopo un grandissimo campionato, però non dimentichiamo che il nostro obiettivo iniziale era una salvezza tranquilla e così è stato. Spiace soprattutto considerando gli avversari, nessuno ci ha messo realmente sotto in tutto il campionato e i play off si potevano anche vincere. E’ successo che ad un certo punto ci siamo trovati a competere su due fronti al massimo pur non essendo numericamente pronti, inconsciamente ci siamo dedicati più alla coppa e siamo crollati sempre di più in campionato, causa anche infortuni, squalifiche e partite ravvicinate, dopo Catania poi siamo crollati mentalmente in maniera definitiva”.

Ad un certo punto hai preso in mano la squadra passando dal campo alla panchina, in che condizioni era la squadra in quel momento? “In quel momento ho preso una squadra rivoluzionata, in molti erano andati via, poi l’infortunio di Alassani, la lunga squalifica di Russo, in pratica io e Zangari ci siamo ritrovati con un gruppo che non era abituato a scendere in campo insieme, siamo ripartiti da zero con i lavori tattici e tecnici. Nelle ultime due partite finalmente si è trovato il giusto amalgama e la squadra, nonostante 7-8 under in campo, è tornata a macinare gioco e sono arrivate le due vittorie consecutive che ci riportano più o meno nella posizione in cui ci aveva lasciato mister Caligiuri. Tutto grazie anche ai tanti giovani di talento e al gruppo over rimasto che ha tenuto saldo lo spogliatoio, insieme abbiamo svolto un lavoro soprattutto psicologico”.

In tutto questo resta però un grande traguardo, la Coppa Italia Dilettanti che fa entrare di diritto l’Isola nella storia del calcio calabrese: “Un traguardo meritato e cercato, ad un certo punto ci siamo resi conti che quella coppa potevamo vincerla, l’abbiamo voluto con il cuore e siamo riusciti a prenderla. Un traguardo che Isola merita, questo nome resterà per sempre impresso negli annali del calcio dilettantistico, siamo contenti ed orgogliosi di esserci riusciti”.

Quale futuro aspetta Carmine Leone? Ancora calciatore o si inizia seriamente a pensare ad un ruolo di allenatore? “Io sono a disposizione della società, lascio decidere a loro cosa fare del mio futuro, sono molto legato a questa piazza, è la mia città e non posso far altro che mettermi a disposizione. Ovviamente però, a prescindere se sarò allenatore o calciatore bisogna mettere in chiaro determinate condizioni tecniche e serietà da parte della società, una serietà che non è mai mancata però per fare il salto di qualità serve qualcosa in più. Penso che sia arrivato il momento per Isola di fare il salto di categoria, la piazza lo merita a prescindere da quello che farà Carmine Leone”.

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