Isola, intervista al preparatore Garcea: «Ottima annata, peccato solo per i play-off mancati»

Isola, intervista al preparatore Garcea: «Ottima annata, peccato solo per i play-off mancati»

E’ ormai vicina alla conclusione la stagione dell’Isola Capo Rizzuto, manca solo la trasferta di Palmi, una partita che servirà a poco ad entrambe, nessuna delle due ha più obiettivi da rincorrere, dunque è già tempo di bilanci in casa giallorossa. La società è già a lavoro da qualche settimana per preparare la prossima stagione, sono già stati avviati i contatti con diversi calciatori ma il primo passo ufficiale sarà la conferma dello staff tecnico.

Anche se ancora non c’è l’ufficialità, quasi certamente sulla panchina sarà confermato il duo Leone-Zangari, con il capitano che potrebbe ancora giocare un’altra stagione. Con loro la società spera di confermare l’ottimo preparatore atletico Domenico Garcea, uno dei segreti dell’ottima annata dell’Isola, che nonostante si sia conclusa in maniera deludente resta comunque una stagione memorabile. Garcea, che è tornato ad Isola a distanza di dieci anni dalla sua prima esperienza in giallorosso, ci confessa le sue sensazioni: «Sono tornato volentieri ad Isola, quando mi hanno chiamato ho detto si senza troppi pensieri. Qui sono stato bene all’epoca, ho lasciato tanti amici, questa piazza mi è rimasta sempre nel cuore per la gente, per i tifosi e per la cordialità sempre mostrata. Una società che ti lascia lavorare in maniera tranquilla senza pressioni, sia all’epoca quando con una squadra di ragazzi ci siamo salvati in promozione e sia quest’anno che abbiamo avuto un grandissimo gruppo».

E’ stata una stagione di a due facce, un inizio straordinario che ha fatto sognare i tifosi e poi il crollo improvviso, di mezzo a questi due periodi la vittoria della coppa, che è successo?

«La fase della Coppa è stata molto impegnativa, soprattutto sotto il profilo della concentrazione tutto era rivolto verso quell’obiettivo. Una volta superata la prima fase ci siamo resi conto che era un obiettivo raggiungibile, la rosa era competitiva e la società ha creduto molto in quell’obiettivo. Subito dopo c’è stato un calo mentale e non fisico, ricordo che dopo i 120 minuti con la Palmese e i conseguenti rigori, dopo tre giorni siamo andati a vincere a Castrovillari schiacciandoli soprattutto atleticamente. Siamo stati troppo concentrati sulla coppa al punto da rilassarci di colpo subito dopo averla vinta, un appagamento quasi scontato. Spiace quello è successo dopo, le dimissioni del mister hanno un po’ rotto gli equilibri della squadra,io personalmente non le ho condivise ma le rispetto perché sicuramente avrà avuto le sue ragioni. Onore poi al capitano e a Zangari per essere riusciti a ricucire il tutto e traghettare la squadra fino a fine stagione, meritano la conferma».

Il tuo è un lavoro importante e delicato, quanto conta in Eccellenza essere atleticamente più avanti dell’avversario?

«La condizione fa la differenza, in questo campionato tecnicamente parlando tante squadre si equivalgono e spesso le partite si vincono fisicamente. Ricordo l’annata a Bastia Umbra in Eccellenza, abbiamo vinto un campionato vincendo le partite quasi sempre di misura e con gol al 90’, anche quest’anno abbiamo vinto tante partite lottando fisicamente. Inoltre sono contento di sottolineare che nessuno dei nostri calciatori in stagione ha subito infortuni muscolari, nonostante molti di loro in passato ne hanno spesso sofferto».

Cosa ti resta di questa stagione?

«In positivo mi restano tante cose, su tutte la vittoria della Coppa, uno straordinario trofeo che rimarrà nella storia della società. Poi l’affetto della gente, la stima della società e aver lavorato al fianco di gente preparata, ad onore del vero nella mia carriera ho sempre lavorato al fianco di grandi allenatori. Il rammarico più grande è quello di non aver disputato i play off, sono convinto che li avremmo vinti, togliendo le ultime partite posso affermare con orgoglio che siamo stati la squadra più forte del campionato, nessuno ci ha messo sotto, abbiamo sempre imposto il nostro gioco contro tutti, anche contro corazzate importanti come Roccella, Rossanese, Palmese e Castrovillari».

Quale futuro l’anno prossimo per Garcea, rimarrà in giallorosso o valuterà altre richieste?

«Ammetto che già ho avuto qualche contatto, prima di dare risposte però voglio capire cosa farà l’Isola Capo Rizzuto, qui sto bene e mi piacerebbe restare, è una piazza che mi da sempre grandi soddisfazioni».

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