Isola Capo Rizzuto e Pigue unite per Ginobili. Giallorossi seguiti in Argentina

Isola Capo Rizzuto e Pigue unite per Ginobili. Giallorossi seguiti in Argentina

Il calcio non è semplicemente un gioco ma uno sport incredibilmente attraente capace di unire due realtà molto distanti tra di loro. Isola Capo Rizzuto e Pigue, Buenos Aires e Crotone, Italia e Argentina. Quasi 12 mila chilometri di distanza in linea d’aria, circa 15 ore di volo, cos’hanno in comune due realtà così lontane? Max Ginobili. Si, proprio lui, il roccioso difensore argentino nato e cresciuto a Pigue, piccola cittadina in provincia di Buenos Aires che conta circa 14 mila abitanti, poco inferiore a Isola Capo Rizzuto.

Ginobili, Classe ’79, da oltre 15 anni in Italia, nel 2012 è stato premiato con un importante riconoscimento sportivo nella sua città dall’amministrazione locale e dall’associazione Pigùense Sport. Ancora oggi è molto amato e apprezzato dai supporter locali che lo seguono assiduamente in ogni sua avventura. Ogni domenica un nutrito gruppo di tifosi, composto da amici e parenti, si riunisce per seguire le sorti del proprio beniamino, nelle dirette streaming del Sabato il pubblico aumenta sensibilmente. Insomma, dall’altra parte del mondo c’è una piccola cittadina che ogni settimana si incolla su internet per tifare Isola e uno dei suoi calciatori più rappresentativi.

A parlaci di questa straordinaria e coinvolgente situazione è stato uno dei tanti tifosi di Max, Emiliano Arriaga Zugasti, anche lui di Pigue. Emiliano ci ha raccontato quanto Ginobili sia amato da tutta la comunità locale, per poi soffermarsi sulla carriera del forte difensore, non molto fortunata e che forse avrebbe meritato altri risvolti. Max inizia a calciare il pallone nei polverosi campi di Pigue per poi trasferirsi nella località balneare Mar del Plata, a circa 500 chilometri, dove ha prima vestito la maglia del Club Atletico Kimberley, e poi, dai 13 ai 17, quella del più blasonato Club Sarmiento, squadra che è stata anche del Campione del Mondo Daniel Passarella. Qui si afferma tra i migliori giovani argentini e viene subito ingaggiato dal Newell’s Old Boys di Rosario, società che storicamente ha l’occhio lungo per i giovani talenti, da qui sono passati i vari Messi, Mascherano, Balbo, Heinze, Samuel, Sensini e tanti altri. In seguito la sua partenza per l’Europa, prima la Francia, poi l’Inghilterra e infine l’Italia. Arriva nel bel paese grazie al Matera, tre stagioni in D e poi un lungo girovagare per tutto lo stivale con due stagioni anche nella vecchia Serie C2.

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