Intervista al mezzofondista Andrea Leto: “Correre è la cosa più bella del mondo”

Intervista al mezzofondista Andrea Leto: “Correre è la cosa più bella del mondo”

Trentasei e quaranta. Potrebbe essere un numero qualsiasi invece è il personal best sui 10000 di Andrea Leto. Mezzofondista dell’ Ermes Sport con un passato nella Milon Runners  e nella Cosenza K42. All’ attivo per lui un titolo regionale sui 10000 e una partecipazione ai campionati italiani a Bergamo.

Quando  è nata la tua passione per la corsa? E cosa significa per te correre?

La mia passione per la corsa è nata precisamente nel settembre del 2015. Avevo deciso di praticare il calcio a cinque. Nella preparazione atletica gli allenatori notarono questa mia predisposizione nella corsa. Mi consigliarono di farmi vedere da qualche allenatore nel campo dell’atletica leggera. Conobbi Danilo Ruggiero e da quel giorno cominciò tutto. Cominciai a sentire dentro che questo in sport potevo dare il meglio di me e piano piano i risultati arrivarono. Per me correre significa tanto: è la cosa più bella del mondo. Chi non corre non può capire, non può sapere cosa si guadagna con la fatica e la soddisfazione di averlo fatto. Ogni tanto sentivo che correre per uno come me fa solo male dato il mio fisico e ho capito una cosa: chi ti disprezza è perché fai quello che vorrebbero fare loro, ma non hanno la forza. Ecco cosa significa.

Qual è l’emozione più grande che hai vissuto grazie a questo sport?

Due emozioni ho vissuto grazie a sport: partecipare ai campionati italiani 10000 su strada a Dalmine (Bergamo) e conoscere la campionessa Europea di Maratona Anna Incerti. Ringrazio la Cosenza K42 per avermi fatto partecipare. Un’altra emozione è stata conoscere il pluricampione mondiale di ultramaratona Giorgio Calcaterra. Gareggiare insieme a lui è stata un’esperienza bellissima. Se sono arrivato fin qui è stato grazie a Danilo Ruggiero.

E com’è il tuo rapporto con Danilo Ruggiero?

E’ speciale. Mi segue da quando sono entrato a far parte del mondo dell’atletica leggera. Oltre a essere il mio allenatore è anche un fratello e un grande punto di riferimento. Non potevo chiedere di meglio. Adesso milito nell’ASD Ermes Sport di cui lui è presidente. Ho accettato subito di far parte del suo progetto e ne sono orgoglioso. Devo dire che è una fortuna avere uno come lui perché ti consiglia, ed è sempre a disposizione e sa quello che fa. Anche nel futuro sarà il mio allenatore.

Che tipo di allenamenti fai?

Il mezzofondo è una specialità che richiede un’elevata capacità aerobica, tanta tecnica e potenza lattacida. In questo periodo di emergenza sto lavorando molto sulla forza muscolare e ai ritmi di gara. Sto andando oltre le mie aspettative. Questo vuol dire che sto riprendendo molto bene dopo l’infortunio al ginocchio.

Che gara vorresti rifare?
La gara che vorrei rifare sono i campionati italiani. Perché è stata una gara a livello nazionale dove hanno partecipato anche persone di una certa caratura. Porterò dentro di me questa gara per tutta la vita.

Quali sono i tuoi hobby?

Non ho tanti hobby. Mi piace il calcio, ogni tanto ci gioco, ma sempre con prudenza.

Il tuo futuro…

Nel futuro vedo Ermes Sport. Vorrei essere un punto di riferimento, ma soprattutto un esempio per quelli che ne faranno parte perché lo sport significa: lealtà, capire il valore, credere in se stessi e nelle proprie capacità.

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