Intervista al bomber Turano: “Casabona una seconda casa. Vogliamo scrivere la storia”

Intervista al bomber Turano: “Casabona una seconda casa. Vogliamo scrivere la storia”

È di gran lunga il bomber più prolifico del Crotonese nei campionati regionali. E non da quest’anno. Giuseppe Turano, classe 1987, e quindi con tanto ancora da dare al calcio, sta confermando anno dopo anno di essere un talento assoluto, un attaccante di qualità che molto probabilmente, anzi sicuramente, avrebbe meritato palcoscenici più importanti. In questa stagione sta trascinando a suon di gol il Casabona verso una possibile storica Promozione.

Ben 24 le reti realizzate da Turano, una in più del capocannoniere dello scorso anno Giglio, centravanti del Taverna che ha però potuto contare su 7 calci di rigore, contro nessuno battuto da Turano (nel Casabona li calcia Sangervasio). Lo abbiamo intervistato per parlare con lui non solo della stagione in corso, ma di molto altro.

Allora bomber, avete riacciuffato il primo posto. Nessuna intenzione di mollarlo vero?

“La voglia di restare lassù è tanta. Abbiamo lottato tanto per arrivare a riprenderci la vetta e non abbiamo nessuna voglia di perdere di nuovo il primato. Sappiamo però che sarà molto dura perchè le altre tre pretendenti sono forti ed agguerrite”.

Ad un certo punto sembrava quasi tutto perso. Nel momento più difficile cosa è successo, visto che avete ripreso a marciare alla grande?

Dopo la famosa partita contro la Nuova Torre Melissa, sospesa nel primo tempo e poi persa a tavolino da entrambe le squadre, ci siamo guardati tutti in faccia, squadra e società. Ci siamo detti che non si poteva andare avanti in quel modo, stavamo buttando al vento tutto. Questo è un gruppo fatto prima di tutto da uomini veri, ed abbiamo il desiderio di portare il Casabona dove non è mai stato, per questo lotteremo fino alla fine“.

Hai giocato in campionato più importanti, 13 panchine in serie B col Crotone ed una presenza, poi con Acri, Cremissa, Roccabernarda, Isola Capo Rizzuto, Torretta, segnando finora 202 gol (a parte le giovanili del Crotone). Dove trovi gli stimoli per fare così bene anche in un campionato come la Prima categoria che non ti appartiene?

Io amo troppo il calcio, in qualsiasi categoria. Sono sempre motivato per questo, il calcio per me è educazione, rispetto, passione e divertimento. Con la giusta umiltà si fa sempre tutto bene. E poi a Casabona sono legato anche per altri motivi, mi sento a casa mia“.

Lasciamo da parte per il momento la parte agonistica, tu sei nato e vivi in un centro molto piccolo. Per un giovane com’è abitare lontano dai grossi centri?

Si, sono nato a San Nicola dell’Alto e vi risiedo. Grazie a Dio è un paese molto tranquillo, accogliente, ci conosciamo tutti. Purtroppo siamo in pochi, e diventiamo sempre di meno, ma per vivere va bene. Il problema è per i ragazzi, stanno sparendo anche le scuole e questo sta diventando a lungo andare sempre più problematico, non è facile per chi vuole mettere su famiglia“.

Quindi anche tu, come tanti giovani dei piccoli centri, in particolare quelli arbereshe, rischi un futuro lontano?

Certamente se penso ad un futuro lavorativo non posso che pensare a grandi città come Crotone o Cosenza perchè qui c’è davvero poco. Io come ho già detto ci sto bene, ma non è quello il problema, ma il futuro dei più giovani. Anche Casabona, pur essendo più grande, non è che offri molto ai giovani, questo è un problema generale dei paesini dell’entroterra“.

Tornando al calcio giocato, qual è stato l’allenatore che ti ha dato di più e quale il ricordo più bello legato alla tua attività da calciatore?

Mister Caligiuri mi ha insegnato tantissime cose, per me è stato fondamentale. Ma anche due allenatori come Bilotta al Roccabernarda e Cesario adesso al Casabona mi hanno fatto crescere non solo come calciatore. I ricordi più belli sono legati all’Isola Capo Rizzuto. Con questa squadra ho segnato 18 reti nel campionato di Eccellenza e soprattutto ho vinto la prima storica Coppa Italia dilettanti. Delle emozioni incredibili che non dimenticherò mai“.

A proposito di Isola, quest’anno giochi in attacco con Rizzo, anche lui molto legato alla squadra giallorossa.

Si, è un grande attaccante Francesco. Ci troviamo alla grande, sia in campo che fuori. Ci capiamo subito, ognuno di noi due sa cosa fare per aiutare l’altro, e non è un caso che siamo i primi due marcatori del campionato su azione (Turano 24, Rizzo 18, ndr). La fortuna è che con tutta la squadra ci troviamo bene, ho dei compagni eccezionali e li voglio ringraziare tutti pubblicamente, così come la società che mi tratta sempre benissimo“.

fonte: Il Crotonese

l'attaccante insieme a Sangervasio e Rizzo

l’attaccante insieme a Sangervasio e Rizzo

ai tempi dell'Isola Capo Rizzuto

ai tempi dell’Isola Capo Rizzuto

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