Intervista ad Orto: “La stagione per me può dirsi conclusa. Il futuro? Tutto da decifrare”

Intervista ad Orto: “La stagione per me può dirsi conclusa. Il futuro? Tutto da decifrare”

E’ difficile descrivere la stagione del Real Fondo Gesù. Partita come la cenerentola del campionato ora è a un passo dalla salvezza. Tutto merito di una dirigenza organizzata e che ha lavorato sodo specialmente in sede di calciomercato. Certo, non è un momento adatto questo per parlare di calcio visto la situazione che stiamo attraversando, ma c’è da fare un plauso a questa squadra che in quest’ annata ha stupito tutti, sia se il campionato verrà concluso oppure no. Grandi meriti vanno soprattutto alla coppia Orto – Ceraudo che ha creduto in questa squadra sin dal primo giorno di preparazione. Ed oggi Angelo Orto è qui con noi per un’intervista.

Cosa ne pensa di questa situazione che stiamo attraversando? Quando potremo tornare sui campi da gioco secondo lei?

Sembra un film horror. A livello personale la sto vivendo con paura avendo dei ragazzi e ogni volta che sento quella sirena mi vengono i brividi. Questo virus oltre a togliere la libertà ha tolto anche la possibilità di abbracciare le persone a cui vogliamo bene. In questo periodo è morta una mia zia e non sono riuscito nemmeno a dargli il saluto che meritava. Per quanto riguarda il rientro in campo noi dilettanti abbiamo più difficoltà rispetto ai professionisti. Penso che nei dilettanti regionali la stagione può ritenersi conclusa e che si debba tornare in campo nel momento in cui c’è la possibilità che nessuno si ammali più. Ci sono squadre che sicuramente meritano di fare il salto di categoria visto che hanno quasi vinto il campionato. E io lo farei fare alle prime in classifica dei gironi di Seconda categoria naturalmente senza promozioni e retrocessioni in Prima in modo tale che il campionato interprovinciale ritorni a sedici squadre e di conseguenza stesso percorso faranno le prime dei gironi di Terza, ma in Seconda. Mentre per la Promozione e l’Eccellenza sarà difficile trovare accordi“.

Cosa sta facendo in questa quarantena? Quanto le manca allenare?

Mi sto godendo la famiglia e sto cercando di recuperare dall’intervento di due mesi fa e cerco sempre di tenermi aggiornato. Con la società stiamo cercando di aiutare il nostro quartiere e stiamo lavorando anche su altre idee. Una di queste è quella di mettere all’asta la maglietta di ogni squadra della provincia con un contributo a squadra di cinquanta euro. Si, il calcio manca tanto anche se a causa dell’intervento nell’ultimo periodo sono mancato e ringrazio Ceraudo per essere stato vicino alla squadra“.

Com’è stato ritornare ad allenare il Real Fondo Gesù? Qual è il ricordo più bello che ha con questa squadra?

Allenare il Real Fondo Gesù è sempre stato bello. Mi hanno chiesto una mano e ho deciso di tornare nella mia squadra del cuore. I ricordi che ho con questa squadra sono tanti e quello che ricordo di più è la prima promozione in seconda categoria quando pareggiamo 0-0 a Petilia“.

Chi vede come favorita nella lotta al vertice al campionato tra Caraffa, Scandale e Rocca di Neto?

Sono tre ottime squadre. Quella che mi ha impressionato di più è il Rocca di Neto per la grande forza che ha in attacco. Mentre tra Caraffa e Scandale ho visto lo Scandale superiore, ma dopo di noi i catanzaresi hanno cambiato passo e hanno vinto 1-4 in casa dei biancazzurri e questo significa che hanno una grande mentalità. Penso che se si dovesse tornare saranno decisive le prossime tre gare in cui il Caraffa andrà a Borgia e a Rocca“.

Parliamo del passato: il Futsal Kroton. Come mai ha deciso di non restare? Come giudica il campionato che sta affrontando?

Ho deciso di non restare perché penso di aver fatto tre anni importanti e di aver dato tantissimo ai giocatori come loro hanno dato a me. Tre anni in cui ho vinto una coppa Italia, ho disputato due finali play off per accedere in serie B, una final four e sfiorato una final four nazionale. Ho lasciato perché non volevo che le motivazioni mancassero ai ragazzi e solo un altro allenatore poteva dargliele. Penso comunque che stanno disputando un grande campionato“.

Cosa ci sarà per il futuro del Real? Che progetti avete in mente?

Il futuro è dubbioso. Visto questa emergenza. Il prossimo anno sarà molto dura, perchè il budget sarà ridotto rispetto a quest’anno e spero che la lega ci venga incontro: almeno dimezzando del 30/ 40% l’iscrizione. Siamo convinti che al 99,99% saremo ai nastri di partenza, ma sappiamo che sarà davvero dura e spero che i ragazzi che decideranno di stare con noi capiranno il momento. Avevamo tanti progetti ad esempio quella dell’apertura della nostra scuola calcio. Stavamo per chiudere per un terreno proprio per sfruttarlo per questa iniziativa e spero che anche dopo questo tsunami riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo per diventare una squadra con un settore giovanile all’avanguardia“.

E il suo futuro…

Dipende da molto cose. Se ci sarà l’apertura della scuola calcio sarò impegnato al mille per mille per poter dare qualcosa di importante a questa squadra. Mentre per allenare in una prima squadra il prossimo anno ci saranno molte difficoltà visto la situazione che stiamo attraversando. Non escludo nessuna opzione e chissà ci potrebbe anche essere un ritorno in qualche squadra del futsal. Chiudo col dire a tutti di restare a casa e di dare una mano a chi ci sta salvando la vita“.

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