Intervista a mister Vrenna dopo le dimissioni: “Decisione per il bene del Cutro. Mancava la fiducia”

Intervista a mister Vrenna dopo le dimissioni: “Decisione per il bene del Cutro. Mancava la fiducia”

Un binomio durato troppo poco quello tra l’As Cutro e mister Luigi Vrenna. Dopo solo tre giornate di campionato il tecnico crotonese si è dimesso, e sulla panchina biancoazzurra è stato chiamato Leo Vanzetto. Con Vrenna abbiamo cercato di capire i motivi della sua decisione in una intervista.

Un’esperienza terminata troppo presto a Cutro. Quali i motivi delle sue dimissioni?

È stata una scelta dettata da motivi personali, nelle prime due giornate la squadra aveva ottenuto una vittoria fuori casa in 10 e una sconfitta negli ultimi minuti contro lo Scalea, squadra attrezzata che ha l’ambizione di vincere il campionato. Nel derby fino al 65′ abbiamo avuto l’occasione netta in area di rigore a tu per tu con il portiere di pareggiare la partita e andare sul 2 a 2, con un uomo in più poteva finire sicuramente diversamente, dopo il goal divorato abbiamo iniziato a disunirci. Tatticamente ho rivisto quella partita per 3 volte, fino al 65′ ho visto una squadra ben messa in campo e che creava occasioni con trame di gioco interessanti, poi onestamente non so cosa sia successo e abbiamo lasciato troppi spazi, prendendo anche dei gol evitabilissimi, con errori clamorosi del portiere, per giunta in superiorità numerica. Io voglio bene al Cutro, la città dove sono cresciuto, avevo fatto delle richieste di giocatori specifiche per ogni ruolo, partendo dal portiere, difensore, centrocampista e attaccante, sono stato accontento solo su un difensore, devo essere onesto, il direttore mi è sempre stato vicino e ha cercato in tutti i modi di accontentarmi ma per varie ragioni non siamo riusciti ad arrivare ai giocatori richiesti. Visto che non si può cambiare una squadra a fine settembre ho deciso a malincuore per il bene del Cutro di farmi da parte, RINUNCIANDO per mia volontà alla mia unica entrata economica. Il fatto che le abbiano accettate subito mi fa capire che non c’era forse molta fiducia in me“.

Per un allenatore lasciare una panchina ad inizio stagione è una mazzata. Cosa conta di fare calcisticamente nei prossimi mesi?

Lasciare la panchina è durissima, specialmente con la crisi economica che c’è, vediamo non solo nel calcio ma anche in altri settori che ormai nessuno ha il coraggio di abbandonare le proprie “poltrone”. Giovedi ho appuntamento a Roma con un direttore di una squadra degli Emirati Arabi, potrei andare all’estero ad allenare se ci sono le condizioni, altrimenti sto valutando di tornare alle basi, a trasmettere la passione del gioco più bello del mondo ai più piccoli, perché le soddisfazioni che ti dà un gruppo di ragazzini con il sogno del calcio non te lo potrà mai dare un gruppo di grandi che pensa al proprio interesse e non agli interessi della società“.

Secondo lei il Cutro dove può arrivare e cosa augura alla squadra biancoazzurra?

Io al Cutro auguro il meglio, sono il primo Tifoso, la squadra io ho sempre detto che è un’ottima squadra, specialmente se arriva il transfert dell’attaccante. Ho rivisto i video di tutte e tre le partite, a livello di gioco la squadra stava facendo vedere già qualcosa, abbiamo fatto un precampionato buono ma con poche amichevoli, sono orgoglioso che il mio staff abbia lavorato bene, nessun giocatore ha mai avuto un problema muscolare nel precampionato. Secondo la mia opinione ci sono 14/15 elementi che tranquillamente possono arrivare alla sinistra della classifica e perché no ai playoff. Il Cutro ha ottimi elementi: Milano, Balsamo, Gerace, Maione, Percopo, Paonessa, Aracri e gli under, con i quali si poteva lavorare bene e toglierci tante soddisfazioni“.

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