Intervista a tutto tondo con il direttore sportivo del Real Botro Ernesto La Tassa

Intervista a tutto tondo con il direttore sportivo del Real Botro Ernesto La Tassa

Il Real Botro sta disputando un campionato anche oltre le aspettative, ed il merito è anche di Ernesto La Tassa, giovane direttore sportivo che ha azzeccato praticamente tutto. Grafico freelance, autore tra l’altro del sito crotonesport.com, Ernesto ha passato molti anni della sua vita nel mondo del calcio. Ex portiere, ha militato con le maglie di Carraro, Belcastro, Ac Botricello, Real Botro, Soverato (con la vittoria del campionato di Prima categoria), e Gimigliano in Promozione.

8 anni lontano dal calcio dilettanti. E’ stato facile per te?
Sono stati 8 anni in cui non ho seguito per niente il calcio dilettantistico. Il brutto infortunio subito nel 2002 mi ha fatto passare per un bel po’ la voglia del calcio giocato. Poi nel 2010 è ricomparsa la vecchia passione, provando a fare il dirigente ripartendo dalla Terza categoria con un progetto nuovo“.

Come è nato questo progetto Real Botro?
Insieme ad altri appassionati di calcio abbiamo voluto tentare l’impresa di rifare calcio a Botricello in una certa maniera, cercando di riportare dei risultati positivi che mancavano da troppi anni. Basti pensare che l’ultimo campionato di Seconda vinto risaliva al lontano 1987. E dopo 27 anni ci siamo riusciti di nuovo“.

Quest’anno siete partiti in sordina e state disputando una grande stagione. Quali i segreti?
Non ci sono segreti particolari. Credo però che abbiamo un’arma in più rispetto a molte altre squadre che è mister Elia, allenatore giovane capace di tirare il meglio dai giocatori a disposizione. Molti nostri compaesani non ci davano tante chance di salvezza a inizio stagione e invece con il lavoro e il sacrificio di tutti i ragazzi stiamo facendo un campionato al di sopra delle aspettative. Ci tengo a sottolineare che gran parte della rosa è formata da calciatori botricellesi e questo per noi è un grosso orgoglio“.

I ricordi più belli legati alla tua esperienza societaria con il Real Botro?
Sono tanti ma sicuramente sono due quelli che ricordo con maggiore soddisfazione. La vittoria del primo derby contro l’Atletico Botricello nel campionato di Terza Categoria dove partivamo nettamente sfavoriti e poi l’esaltante vittoria del campionato di Seconda Categoria due anni fa. Due momenti importanti che come dirigente mi fanno sentire orgoglioso“.

Quali i ricordi più belli della carriera da calciatore? Quale allenatore ricordi con maggior piacere?
Da calciatore la soddisfazione più bella è stata sicuramente la vittoria del campionato di Prima Categoria a Soverato dove la Promozione mancava da diversi anni. E poi ho avuto il piacere di giocare con gente del calibro dei fratelli Leone (Carmine e Pasquale), bomber Scarriglia, Ortolini e tanti altri. L’allenatore che ricordo con maggior piacere è sicuramente mio padre perché è stata un’esperienza strana ma positiva e perché in uno spogliatoio anche i legami più affettivi vengono azzerati e non è facile gestire queste cose“.

Siete stati ad un passo dalla fusione. Pensi che sia stata un’occasione persa? C’è tempo per rimediare?
Penso sia stata un’occasione persa ma rimediabile. Per me fusione vorrebbe dire partire da un settore giovanile adeguato che ritengo fondamentale per il futuro calcistico botricellese. E in questo senso si è sicuramente perso un anno. Poi Botricello è un paese strano da questo punto di vista essendoci ben 5 squadre dilettantistiche (compreso le due squadre di amatori) e due scuole calcio. Insomma, l’unione non è proprio il nostro forte. Ma sono fiducioso“.

Botricello è un paese che sta vivendo un periodo intenso sotto il profilo calcistico. Per il resto, invece, come vedi la situazione del tuo paese?
Per quello che ricordo io Botricello non ha mai avuto una classe politica in grado di portare una svolta in positivo al paese. Si è sempre pensato a tappare una buca sulla strada piuttosto che riprogettare il manto per evitare che quella buca si riformasse. Basti poi pensare al nostro campo sportivo. Con tutto quello spazio a disposizione potrebbe nascere un centro sportivo all’altezza e invece si convive con i soliti problemi di sempre e con un terreno che non aiuta sicuramente a fare calcio in maniera seria“.

Conciliare i tuoi impegni calcistici con quelli familiari e lavorativi non deve essere semplice. Come riesci a districarti?
Quest’anno devo ammettere che sto avendo più difficoltà che in passato a conciliare gli impegni. Non è facile ma per fare qualcosa che ci appaga, il tempo (anche minimo), lo si trova sempre“.

Ormai segui da anni con l’occhio vigile del diesse i ragazzi del posto. Segnalaci qualche ragazzo di grande prospettiva.
L’anno scorso abbiamo vinto il campionato provinciale con gli Allievi e in quella occasione si sono visti molti ragazzi di buona prospettiva. Peccato che la mancata fusione abbia un po’ sparpagliato quel fantastico gruppo ma vi dico di tenere d’occhio tutti i nostri fuoriquota. Tra tutti cito Capellupo perché è un classe 2000 che un paio di settimane fa ha esordito da titolare impadronendosi con autorità della fascia destra e poi Mirarchi, classe ‘98, centrocampista dai piedi buoni e già dall’anno scorso in pianta stabile in prima squadra e Matteo Maida, classe ’99, giocatore di fascia, tra i titolari di questa stagione“.

fonte: Il Crotonese

 

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