Intervista a mister Cimicata: “Non vedo un bel futuro per i dilettanti. Trovare una squadra sarà difficile”

Intervista a mister Cimicata: “Non vedo un bel futuro per i dilettanti. Trovare una squadra sarà difficile”

Vive di calcio e per il calcio. E’ la sua grande passione. E’ stato un grande giocatore ed ora è un grande allenatore. E’ di Carlo Cimicata che stiamo parlando. Un tecnico carismatico e con una forte personalità. Forse uno dei migliori di sempre della nostra provincia. Ogni giocatore che ha allenato ha un ricordo positivo di lui. E d’altronde come non lo si fa ad avere quando vieni allenato da un tecnico bravo e preparato sotto tutti i punti di vista? Infatti, uno con le sue capacità non lo dimentichi mai.

Ormai da più di due mesi senza calcio. Come ha passato il tempo in questa quarantena?

La settimana  prima che il campionato si fermasse mi sono dimesso. In quarantena ho approfittato per leggere molto sia per quanto riguarda il calcio che letture più distensive. Ho giocato con la nipotina di cinque anni e come la maggior parte degli italiani ho approfittato nel mangiare dolci che faceva mia suocera. Ho usato molto il divano, seguendo gli aggiornamenti del coronavirus.

Cosa propone per la conclusione dei campionati?

Credo che il campionato sia già finito. Rimangono solo da stabilire le classifiche finali. E credo anche che molte squadre avranno difficoltà ad iscriversi il prossimo anno, da questo dipenderà chi rimane in categoria e determinare i gironi.

E della stagione che ha disputato la sua squadra cosa ci dice?

Per quanto riguarda la mia squadra, ci sono state diverse difficoltà. Con giocatori che volevano andare via e giocatori che non sono voluti venire a Cassano. Poi ci sono stati infortuni che mi hanno costretto a far giocare fuori ruolo molti di loro, un po’ di sfortuna, ed abbiamo  collezionato una serie di risultati negativi che mi hanno costretto a dimettermi.

Per quanto riguarda le altre squadre del campionato. Chi secondo lei è stata la rivelazione e chi ha deluso?

La rivelazione il Belvedere. Mentre chi mi ha deluso il mio Cassano.

Qual è l’emozione più grande che ha vissuto prima da giocatore e poi da allenatore?

Da giocatore il mio esordio nel Potenza in serie C2 ad Alcamo, da allenatore, quando ho sostituito Gasperini nel Crotone in serie B a Crotone, contro il Piacenza di Iachini.

Sappiamo che ha allenato tanti giocatori e anche molto forti. Ma chi è quello che più l’ha entusiasmata?

Ce n’è stato più di qualcuno, ma se devo fare un nome credo che Rino Frisenda, per le qualità che aveva poteva arrivare in serie A, ma tanti infortuni lo hanno penalizzato. Nella Juniores si confrontò con Mascara, sembravano gemelli, ma Frisenda era più bravo, solo che lui arrivò in serie A mentre Rino solo alla serie C1. Sfortunato.

Il calcio che propone con le sue squadre a chi si ispira?

Fin da piccolo mi piaceva il gioco totale dell’Ajax, quindi avere il pallino in mano, ma cercare le verticalizzazioni più velocemente rispetto al gioco troppo in orizzontale.

Il suo futuro…

Non vedo un bel futuro, specie nei dilettanti, dopo questa epidemia. Il calcio avrà un ridimensionamento sia dal punto di vista economico che strutturale, gli sponsor saranno di meno, i comuni aiuteranno anche meno, molte società rinunceranno. Quindi vedo poche possibilità di lavorare anche se il calcio è la mia passione. Forse un ritorno in un settore giovanile professionistico  potrebbe attirarmi ancora.

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