Intervista a Giuseppe Ceraudo: “Penalizzati dalle assenze. Il futuro ancora è incerto”

Intervista a Giuseppe Ceraudo: “Penalizzati dalle assenze. Il futuro ancora è incerto”

Non è stato un finale di stagione esaltante per l’As Cotronei 1962, formazione che milita nel campionato di Seconda categoria. Dopo un ottimo inizio di campionato, con la squadra in testa alla classifica e che sembrava cercasse la fuga, il girone di ritorno ha visto un netto calo dei cotronellari che sono usciti dalla zona playoff. Abbiamo parlato di questo e di altro con il tecnico giallorosso Giuseppe Ceraudo, alla prima esperienza da allenatore lontano dalla sua Strongoli.

Come giudichi questa esperienza da allenatore del Cotronei 1962?

Iniziamo con il dire che è stata un’annata altalenante, un susseguirsi di emozioni e sensazioni positive e negative; esperienza personale stupenda, ho conosciuto tanta bella gente con cui sono stato veramente bene, esperienza calcistica e di vita. Ho accettato questa avventura perché avevamo lo stesso modo di pensare il calcio dilettantistico, soprattutto di Seconda: “obbiettivo primario era quello di divertirci e in più fare un buon campionato” e così è stato“.

Avete guidato la classifica per diverse settimane ad inizio campionato. Cosa è successo poi?

Abbiamo fatto un campionato di vertice fino a quando abbiamo avuto la possibilità di lavorare, di allenarci, con serietà ed impegno. Cotronei è una gran bella piazza, strutture sportive ottime, ti dà la possibilità di fare calcio. Abbiamo avuto un sacco di problemi, quelli che ci hanno tirato fuori da tutti i giochi sono stati i tanti, troppi infortuni. Russo che non si è mai ripreso del tutto, Crugliano Vincenzo, Dragone, Stumpo, nel periodo della sosta abbiamo perso Macrì, Vaccaro Antonio, e la perdita più importante è stata De Tursi, per non parlare dell’ assenza di Pristerà per circa due mesi. Ma la cosa più triste è che nel periodo invernale ci allenavamo in 6-7 persone, difficile far calcio in questo modo“.

Cosa ne pensi della situazione del calcio a Strongoli? Credi che il paese rimarrà ancora senza squadra di calcio?

Strongoli è un paese dove si respira calcio, vedere il tuo paese in queste condizioni fa male, la tradizione calcistica vien da lontano, ora senza squadra di calcio solo ed esclusivamente per colpa delle istituzioni politiche. La situazione delle strutture è veramente vergognosa. La scuola calcio ha continuato la sua avventura solo per non lasciare abbandonati a se stessi quei ragazzi che amano come noi il calcio, quei bambini che dietro ad un pallone ci vanno per gioia, amore, puro divertimento, il vero senso dello sport, ma queste argomentazioni ad i nostri politici non interessano. Penso, anzi sono quasi sicuro, che la squadra il prossimo anno si farà. Un paio di giorni fa mi ha fermato un signore per strada e mi ha detto “ma si fa la squadra il prossimo anno, che brutto la domenica senza il campo, almeno prima passavamo del tempo” questo un po ti fa star male“.

Quale il futuro calcistico di Ceraudo? Può essere ancora a Cotronei?

Il mio futuro? E chi lo sa, non so sinceramente cosa farò il prossimo anno, anche perché appena ne finisci uno hai ancora lo stress del campionato addosso e non ci vuoi neppure pensare. Restare a Cotronei, bella domanda. Penso che questo dipenda da altri, di certo se mi verrà fatta tale proposta metterò dei vincoli, tipo allenamenti presenze ecc. ecc., e penso che il presidente sia del mio stesso parere. Vorrei approfittare di questo spazio per ringraziare veramente tanto tutti i ragazzi e dico tutti, tutta la comunità di Cotronei, tutta la dirigenza per avermi fatto sentire a casa, e soprattutto il presidente Giuseppe Loria per avermi dato la possibilità di far parte di questa famiglia. Grazie di cuore“.

Lascia un commento

Scroll To Top