Intervista a Fabiano: “Senza pubblico non è calcio. Con Cotronei rapporto speciale”

Intervista a Fabiano: “Senza pubblico non è calcio. Con Cotronei rapporto speciale”

Sei partite di campionato e due di Coppa Italia Dilettanti non bastano assolutamente per dare un giudizio su una stagione. Il Cotronei di Carlo Cimicata è ancora a secco di vittorie, ma la società non ha creato nessun allarme. Sicuramente al rientro rinforzerà la rosa, con un colpo per reparto, ma intanto si gode i giocatori al momento in squadra e tra questi rientra Martino Fabiano. Il classe 1989 è da anni uno dei centrocampisti più temuti in Calabria, nessuno discute la sua qualità e il rispetto che nutre in campo verso gli avversari. Ed è per questo che il Cotronei dopo essersi innamorato di lui nelle scorse stagioni ha deciso di riportalo a casa. Ed oggi il centrocampista è qui a colloquio con noi.

Dopo aver vinto il campionato con il Cotronei nella stagione 2016 / 17 ecco il tuo ritorno. Cosa ti ha spinto a ritornare in giallorosso?

Quell’annata è stata indimenticabile. Avevamo una squadra completa in tutti i reparti, ci divertivamo e facevamo divertire chi ci guardava. Tornare in giallorosso è stato tornare a casa, perché con la dirigenza e il paese di Cotronei si è creato un rapporto speciale. Mi ha spinto il fatto di vedere un campionato molto competitivo, per me è stato fonte di stimolo tornare a giocare in un livello superiore rispetto a quello degli anni passati.

Ancora nessuna vittoria in stagione, qual è la strada da percorrere per rialzarsi e iniziare a vincere?

Abbiamo avuto un avvio un po’ timoroso, dettato dal fatto che in rosa ci sono tanti giovani. In più la squadra è completamente nuova, tolti 2/3 che c’erano l’anno scorso. Il calendario non è stato neanche tanto favorevole, ma nelle ultimissime giornate stavamo uscendo fuori. Avevamo trovato la giusta quadratura e penso che l’unico modo per uscire fuori dai bassifondi è il lavoro sul campo, ma con la squadra che la società ha allestito sono molto fiducioso.

Che sensazioni hai giocando con gli stadi vuoti?

Bruttissima. Non è calcio, sembrano partite del classico giovedì non poter esultare con i tuoi sostenitori. Sembrerà paradossale, ma mancano gli “insulti ” ovviamente non in maniera irriguardosa ricevuti dai tifosi avversari. Già il fatto che la gente venga al campo e motivo e stimolo per fare bene. Insomma sono piccolezze che mancano, non solo al calcio, ma al mondo dello sport intero. Il pubblico è interazione, è vita, spero riapriranno gli stadi al più presto e che le famiglie possano andare a vedere qualsiasi evento. Naturalmente tutto nel massimo delle precauzioni.

Hai ritrovato mister Cimicata dopo l’esperienza di S. Giovanni. Che tipo di allenatore è? Com’è il tuo rapporto con lui?

Il rapporto con mister Cimicata va ben oltre il calcio. Per me fungeva da padre quando sono arrivato nelle giovanili del Crotone. Mi ha insegnato le basi: ciò che faccio in campo lo devo molto a lui. Oggi vedo tanti ragazzi a cui mancano le cose elementari per poter intraprendere un percorso calcistico e lui è un maestro in questo. Quest’anno col suo lavoro e la sua mentalità stavamo crescendo, sono sicuro che il tempo gli darà ragione.

Come mai hai lasciato Rocca di Neto?

Per me l’anno fatto a Rocca di Neto è stato stupendo. Giocare per il proprio paese è un qualcosa di indescrivibile. Molti  hanno la fortuna di farlo, anche in categorie superiori ma sottovalutano ciò, oltretutto abbiamo fatto ottime cose, visto che erano più di 15 anni che non si vedeva un campionato dignitoso per quello che merita questo paese. Il motivo è stato prettamente di stimoli, mi sentivo un po’ ingabbiato, mi stava un po’  stretta la categoria e appena è arrivata la chiamata del Cotronei ho deciso di accettare. Spero di vedere questo paese nei palcoscenici che merita e perché no, spero un giorno di nuovo anche con me in campo.

Sei giornate certamente non bastano per dare un giudizio, ma chi secondo te può vincere il campionato di Eccellenza al rientro?

Dopo le prime sei giornate diciamo che il campionato si stava iniziando a delineare. Penso che tutto dipenda dal fatto di come vorranno perseguire il campionato. Facendo concludere soltanto il girone di andata penso che il Locri avrà la meglio. Troppi punti di distacco per poterla impensierire, oltretutto sono pure un’ottima squadra. Se il campionato riprenderà regolarmente allora c’è ancora da giocarsela. La Vigor Lamezia deve ancora uscire fuori, lo Scalea dirà la sua senza dimenticare il Sambiase. Insomma questo evince che il campionato quest’anno è fortissimo come non si vedeva da un bel po’ di anni.

Il tuo futuro?

 Guardando al presente spero di guardare anche il futuro ovvero Cotronei. Qui non mi fanno mancare nulla avendo instaurato un rapporto “familiare “con i presidenti Alessio e Fabiano. Mi piacerebbe restarci e perché no, essere un punto di riferimento per i nuovi ragazzi che verranno, ma non mi precludo nulla. Ci tenevo a ringraziare la mia compagna Elisa e mio figlio Giuseppe, che in questo periodo non proprio dei migliori sono sempre accanto a me a sostenermi.

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