Intervista a Carmelo Garofalo: “Il patentino traguardo importante, ma voglio giocare ancora”

Intervista a Carmelo Garofalo: “Il patentino traguardo importante, ma voglio giocare ancora”

(nella foto un’esultanza dell’attaccante con la maglia del Sant’Anna)

Abbiamo contattato Carmelo Garofalo, attaccante e neoabilitato Uefa B, il patentino che permette di allenare fino in serie D, desideroso di raccontare il suo mondo calcistico. Questo il suo racconto su questo traguardo e sulla sua visione del calcio dilettantistico.

“Per iniziare voglio esprimere la mia soddisfazione per questo piccolo traguardo raggiunto, posso dire che ne vado orgoglioso perchè era un mio obiettivo prefissato da tanto tempo e appena ho avuto l’occasione l’ho colta al volo. È stato un percorso faticoso ma altamente formativo che mi fa vedere il calcio in un altro modo e sicuramente ha allargato i miei orizzonti, ma allo stesso tempo mi ha fatto notare anche delle criticità soprattutto nella gestione del calcio dilettantistico calabrese, e appena ne avrò modo e nelle determinate sedi esporrò le mie perplessità ai vertici, coinvolgendo sicuramente l’assoallenatori.

Inoltre mi associo al pensiero del mister Bruno Caligiuri (che saluto con stima e affetto), che poco tempo fa ha rilasciato un intervista a crotonesport.com, definendo l’attuale norma sugli allenatori obsoleta, credo anche io che un allenatore esonerato o dimissionario deve essere messo in condizione di cambiare squadra a stagione in corso, rescindendo il contratto.

Detto questo ancora non mi sento allenatore, tutt’altro, ho ancora voglia di giocare a calcio e sicuramente voglio iniziare il mio percorso da allenatore nel calcio di formazione e in futuro allenare una prima squadra. Per allenare bisogna fare tanta esperienza e penso che che i settori giovanili possano formare tanto.
Da calciatore dilettantistico posso dire che la passione di giocare non mi è mai passata anche dopo aver affrontato un problema gravissimo di salute rischiando persino di morire. Ringrazio costantemente Dio per avermi dato una seconda possibilità di vita e una famiglia che mi è stata sempre accanto. Lo ringrazio anche per avermi dato la tenacia e la forza per ricalcare di nuovo i campi di calcio dilettantistici dopo tutto quello che ho passato.

Purtroppo devo constatare che nel mondo del calcio c’è gente che ti sta vicino solo quando le cose vanno bene, viceversa se le cose vanno male si allontanano, collegando tutto esclusivamente ai risultati, dimenticando persino i rapporti personali. Di queste persone ne ho incontrate in questo periodo difficile di ripresa sportiva, sinceramente non mi sono state per niente d’aiuto. Ma di questo non li colpevolizzo assolutamente, vorrei solo che capissero il vero significato dello sport, soprattutto ai nostri livelli.

Ora ritornare a giocare ai livelli di prima non è semplice ma sto lavorando costantemente per raggiungere il rendimento di prima, la volontà non mi manca e con l’aiuto di Dio e di Cristo tutto è possibile;
Concludo dicendo che “mi sto preparando per la pioggia”; che è una frase estrapolata dal film “Affrontando i Giganti”, un film che parla di sport e fede che consiglio vivamente a tutte le persone amanti dello sport e non solo di vederlo”.

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