Insulti razzisti a Gomis a Bari: “Venivano da pochi, non sia la società a pagare”

Insulti razzisti a Gomis a Bari: “Venivano da pochi, non sia la società a pagare”

“Alla faccia di quei tifosi che vengono allo stadio non per tifare per per la propria squadra ma per insultare i calciatori di colore”. Con questo tweet scritto dopo la vittoria di Bari, Alfred Gomis, portiere del Crotone di appena venti anni, sfoga la sua amarezza per gli insulti razzisti ricevuti nel corso della gara, soprattutto nel secondo tempo quando ha difeso la porta posta sotto il settore dei tifosi di casa.
“Ora capisco le reazioni di alcune persone e giocatori che prima pensavo fossero eccessive” twitta ancora Gomis che a il Crotonese il giorno dopo ha dichiarato: “Ci sono stati insulti continui, ma che venivano solo da un piccolo gruppo di persone. Per questo non vorrei che a pagare per colpa di pochi siano il Bari ed i suoi tifosi veri. Bari non mi ha fatto niente. Non ho detto che Bari è razzista, non faccio di tutta l’erba un fascio, me ne guarderei bene. So che sono pochi a fare queste cose. Non è la prima volta che mi capita di essere insultato, ma mai in modo così eccessivo. Mi dispiace perché vuol dire che manca la cultura dello sport: non si va allo stadio a tifare per la propria squadra, ma contro l’altra o contro qualche giocatore”.

Alfred Gomis, 20 anni, di origine senegalese ma con passaporto italiano (potrebbe quindi un giorno giocare in azzurro), ha raccontato di essere stato continuamente insultato con epiteti razzisti dall’inizio della gara e che a fine partita è stato avvicinato da un commissario di campo il quale gli ha chiesto conferma se avesse sentito gli insulti. “Io penso a giocare per quanto accaduto chi di dovere ha sentito tutto” dice il portiere del Crotone che a Bari è stato determinante per la vittoria della sua squadra: la sua rivincita su uno sparuto gruppo di imbecilli se l’è presa dimostrando le doti di portiere.

Fonte: IlCrotonese.it

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