ESCLUSIVA. Intervista a Jonathan Proietto, preparatore della Primavera della Virtus Entella

ESCLUSIVA. Intervista a Jonathan Proietto, preparatore della Primavera della Virtus Entella

Altra esperienza per il preparatore atletico Jonathan Proietto, crotonese doc che si sta facendo largo con la sua professionalità nel calcio italiano che conta. Con lui abbiamo fatto il punto della situazione sulla sua carriera, cominciando dal nuovo ingaggio con la Primavera della Virtus Entella, dopo l’esperienza nel Pisa.

Nuova avventura per te alla Virtus Entella. Come mai hai scelto questa società che si sta ponendo alla ribalta del calcio nazionale?

Ho lasciato il Pisa subito dopo la fine della stagione perché non c’erano i presupposti per andare avanti. Un settimana prima di trovare l’accordo avevo già parlato con Sampdoria per il settore giovanile e con una società inglese, il Barnet, ma alla fine la chiamata del Direttore dell’Entella mi ha convinto pienamente, mi sono subito innamorato del progetto, come dici tu, una società che si sta ponendo alla ribalta del calcio nazionale. È il loro centenario e prima apparizione in serie B, che mi ha ricordato quello della mia città nel 2000, quindi ho subito detto si, ho ancora tantissimo da imparare. Chiavari è la piazza giusta per salire le scale di questo mestiere. La squadra farà un grande campionato

Come mai è terminata la tua avventura al Pisa? cosa ti è rimasto di quell’esperienza?

A Pisa è stata una stagione davvero strana ma bella, sotto tanti punti di vista, dove ho migliorato tanti miei parametri tecnici e valutativi grazie ai miei colleghi. La stagione è finita, infranta contro i play off. Dopo di che subito il saluto perché la società e io avevamo punti di vista molto diversi. Ma devo al Pisa molto e quindi auguro di tagliare quest’anno il traguardo della Serie B, per poterlo ritrovare l’anno prossimo da avversario. A me piacciono queste cose.

Quest’anno incontrerai il Crotone da avversario anche se non direttamente. Quali sensazioni pensi che proverai?

Incontrare il Crotone credo non mi possa mai far sentire come le altre gare. Sono abituato ad entrare in campo guardando l’avversario in malo modo, guardando i miei con cattiveria, perché ho una pretesa per quel momento. In campo ci vado per vincere. Ho già avuto contro il Crotone ai tempi del Livorno, non è stato semplice guardare quello scudetto sul petto e sapere che non era il mio. Ma il calcio è professionismo, e io lotto ogni allenamento per esserlo per il mio allenatore. Nessun rimpianto e nessun rancore, Crotone è un grande esempio del calcio attuale! Ma sarà un avversario come gli altri.

Stai acquisendo una esperienza importante in società organizzate e che lavorano bene. Pensi che un tuo ritorno a Crotone sia possibile in tempi brevi?

Ho imparato con il tempo che il calcio è imprevedibile, sotto ogni punto di vista. Ho lasciato ormai Crotone da sette stagioni, e mi sembra ieri quando ancora si festeggiava la serie B a Benevento. La mia carriera, il mio modo di lavorare si avvicina troppo al mondo calcistico inglese. Non ho mai terminato un allenamento senza pensare che poi sarei andato a casa e a fine serata qualche manager, si fosse accorto di me. A Crotone ho lasciato tutto, radici, sentimenti e solo Dio sa quant’altro. Ma il calcio è un lavoro bello e importante. Se il Crotone mi vuole sa dove sono. Ma non sarà di certo il mio sogno tornarciPerché il mio sogno è andare in Inghiterra, da sempre.

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