Drago non si nasconde: “Noi vogliamo vincere il derby”

Drago non si nasconde: “Noi vogliamo vincere il derby”

(nella foto Massimo Drago durante il ritiro di Moccone)

Sessantotto panchine con il Crotone. Un record che ne contiene un altro: il fatto che lei è crotonese e quindi più ‘esposto’ alle critiche dell’ambiente locale. Come si riesce a sopportarlo?

“Si riesce guardando al lavoro, circondandosi di gente positive e sapendo di avere alle spalle una società che lascia lavorare in tranquillità”.

Che significa lavorare in tranquillità per un allenatore?

“Significa avere la possibilità anche di sbagliare. In 42 gare è normale che un allenatore possa commettere degli errori. Bisogna capire il perché di quegli sbagli e rimediare”.

E con il Cittadella quali errori sono stati fatti?

“Più che errori in quel caso parlerei di sfortuna. Durante la settimana avevamo preparato la partita in un certo modo, poi nel riscaldamento si fanno male in tre e salta tutto. Mettiamoci anche l’infortunio di Cremonesi a gara in corso e l’ingresso a freddo di Prestia. Questa sostituzione imprevista mi ha anche impedito di cambiare i due esterni per spingere di più”.

Certo che ad infortuni quest’anno non vi fate mancare nulla.

“Purtroppo è così. Stiamo cercando di superare la maledizione dei centrali difensivi e ci manca anche Saric. Ho sempre sostenuto che quando avrò la squadra al completo, aumenterà la competizione tra i giocatori e il tasso tecnico sarà migliore”.

Nel Crotone si sono tanti primavera e tanti debuttanti nel campionato cadetto: come si fa a decidere di schierare un giovanissimo in un torneo così complicato?

“Il lavoro quotidiano con i calciatori mostra quando sono maturi per giocare. Prendo un esempio degli anni passati: Florenzi era subito pronto per giocare in B, mentre a Raffaele Maiello è servito qualche mese. Quello che è bello è vedere questi ragazzi giocare ad alto livello. Penso a Florenzi, Sansone, Eramo, Morleo: è un orgoglio per la città intera e per la società”.

Tra le critiche che le muovono c’è quella di una sterilità degli attaccanti dovuta allo schieramento. Cosa risponde?

“Sotto l’aspetto realizzativo non mi preoccupo. Se non sbaglio siamo il secondo attacco in campionato e fino alla gara col Cittadella siamo andati sempre in gol negli ultimi sei mesi. Il nostro è un gioco corale che punta molto sugli inserimenti dei centrocampisti anche grazie al lavoro degli attaccanti. Dobbiamo migliorare ancora. Per esempio, stiamo soffrendo spesso nella ripresa dal punto di vista fisico. La squadra è giovane e con il nostro calcio dispendioso i ragazzi devono imparare a dosare meglio le forze”.

Quest’anno in squadra ci sono tanti stranieri che faticano con l’italiano: come si spiegano le tattiche?

“In effetti la difficoltà c’è, per fortuna in squadra ci sono ragazzi che parlano inglese e francese e mi aiutano a superare l’ostacolo anche se serve più tempo per farsi capire”.

Quale sarà la sorpresa di questa stagione?

“Non penso che sia un solo calciatore la sorpresa. Ho tanti ragazzi che hanno grandi margini di miglioramento e questo fa ben sperare per il futuro. Qui a Crotone hanno la possibilità di avere la guida di calciatori esperti che permettono loro di accelerare nel miglioramento tecnico-tattico”.

In effetti, quasi tutti i ‘primavera’ non fanno altro che parlare di Galardo e De Giorgio, i più esperti del gruppo.

“Mi è piaciuto che Bernardeschi abbia dedicato il suo primo gol in serie B al gruppo, allo staff ed alla società. Poteva dedicarlo a chiunque, ma ha pensato alla squadra. Lo stesso Gomis, ho letto, vuole vincere il derby per Galardo”.

Eccoci al derby, allora: lunedì si gioca allo Scida. Due squadre che vengono da una sconfitta. Come si lavora, anche da crotonese, per preparare un derby?

“Il derby non è una gara qualunque: il derby è la partita. Lo sappiamo bene, sappiamo quanto l’ambiente ci tenga. Per noi sarà una settimana lunga ma non dobbiamo commettere l’errore di sprecare energie mentali inutilmente. Dobbiamo arrivare carichi alla gara consapevoli che avremo di fronte una Reggina che vorrà riscattare la sconfitta in casa”.

Chi può essere decisivo per la gara?

“Il nostro gioco non si basa su un singolo calciatore, ma sul gruppo. Se ognuno darà il 100 per cento possiamo vincerlo”.

Cosa darebbe Massimo Drago per vincere il derby?

“Ci tengo così tanto a vincere che non saprei. Poi mi brucia ancora il pareggio all’ultimo secondo dell’anno scorso…”.

Che Reggina si aspetta?

“Sarà una Reggina incavolata. Dobbiamo stare attenti perché loro sono in crisi di risultati e non di gioco. Anzi, è una squadra che gioca bene e che ha un fuoriclasse come Di Michele a cui stare attenti. Ma noi non dobbiamo avere paura. Noi vogliamo vincere il derby”.

Giuseppe Pipita

Fonte: Il Crotonese

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