Cutro-Trebisacce, tutto nel finale. Nel recupero esultano i cosentini

Cutro-Trebisacce, tutto nel finale. Nel recupero esultano i cosentini

(nella foto Mittica)

CUTRO-TREBISACCE 1-2

CUTRO: Di Marco, De Luca, Aiello, Riga (dal 21′ st Mercurio), Cosentino, Bronzi, Sinopoli (dal 39′ st Aracri), Drago, Catania, Mittica, Pugliese (dal 33′ st Liperoti). In panchina: Cordua, Le Rose, De Vona, Muto. Allenatore: Leone.

TREBISACCE: Vitale, Gallotta, Ferraro (dal 12′ st Carlos Alberto), Prince (dal 12′ st Casas), Pastore, Terranova, Grisolia, Lucas Vaz, Galantucci, Zicarelli (dal 26′ st Maio), Russo. In panchina: Affuso, Carelli, Donato, Cirolla. Allenatore: Malucchi.

ARBITRO: Ranieri di Soverato (assistenti Ruperto e Laria).

MARCATORI: 36′ st Terranova (T), 40′ st Mittica (rig.) (C), 47′ st Maio (T).

Passo falso inaspettato del Cutro che sul proprio campo lascia l’intera posta in palio al Trebisacce, una delle rivelazioni di questa prima parte di stagione. I cosentini ottengono il massimo col minimo sforzo, grazie ad un finale convulso in cui le forze sono mancate ai padroni di casa per girare il match a proprio favore.

Primo tempo estremamente tattico, col Cutro che prova maggiormente a fare la gara ma si rende pericoloso solo in un paio di circostanze dalle parti di Vitale. Nella ripresa la gara è più accesa, anche perché il Trebisacce inizia a credere nel successo, e le occasioni si contano da ambo le parti. Il vantaggio ospite arriva con una punizione da oltre trenta metri di Terranova che rimbalza davanti al portiere Di Marco che viene sorpreso. Passano solo pochi minuti ed il Cutro ottiene un rigore per un fallo di mano in area avversaria. Dal dischetto Mittica non sbaglia ed è 1-1. La partita sembra ormai avviata verso un pareggio, ma in pieno recupero Maio trova sugli sviluppi di un corner la zampata per riportare in vantaggio il Trebisacce.

Delusione in casa Cutro, con la sconfitta che fa il paio con quella nel derby con l’Isola Capo Rizzuto. Nessun dramma, ma la consapevolezza che in Eccellenza non si può mollare nemmeno un secondo, altrimenti si rischia di precipitare in classifica.

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