Cotronei, intervista all’attaccante Cataldi: “Tutte le carte in regola per salvarci”

Cotronei, intervista all’attaccante Cataldi: “Tutte le carte in regola per salvarci”

La qualità che ha in rosa il Cotronei non si discute. La squadra di Carlo Cimicata nelle ultime partite prima dello stop forzato causa Covid stava anche iniziando ad esprimere un buon calcio. Manca ancora la vittoria, ma non c’è alcun problema, la società è tranquilla, ed ha piena fiducia nel suo allenatore e nei suoi ragazzi. Così come ce l’ha in Benito Cataldi attaccante classe 1998, con un passato nei settori giovanili di Reggina e Chievo e in Serie D con il Gela e la Cittanovese. E quest’anno  ha deciso di scendere di categoria e di sposare il progetto del Cotronei. Ed oggi è qui con noi per una breve intervista.

Dopo un passato in Serie D ecco il Cotronei in Eccellenza. Che differenza hai notato tra le due categorie?

Le differenze ci sono: le categorie sono fatte apposta. La cosa che ho notato subito è stata l’intensità di gioco, soprattutto perché i gironi del sud in Serie D si basano molto sull’ intensità e sull’aggressività, ma abbiamo già affrontato squadre ben organizzate che in Serie D non sfigurerebbero.

Sei gare in campionato e due in Coppa dove può arrivare il Cotronei?

In questa prima parte di campionato abbiamo fatto delle buone prestazioni che ci sono sfuggite nei minuti finali. E’ stato un peccato, ma se giochiamo cosi di sicuro le vittorie arriveranno. Se si parla di obiettivo si parla di salvezza e penso che abbiamo tutte le carte in regola per centrarla.

Un passato nei settori giovanili di Chievo e Reggina, hai qualche rimpianto nella tua carriera?

Della mia “carriera” sempre se si può definire tale, non li definisco rimpianti, ma dei semplici dubbi che ti sorgono spontanei. Cerco sempre comunque di trarre le cose positive di queste mie esperienze e le cose che mi hanno fatto crescere, che sicuramente mi hanno formato come persona prima che calciatore.

Classe 1998, ma già una buona esperienza, chi è il miglior allenatore che hai avuto finora?

Di allenatori bravi ne ho avuti un bel po’. A partire da quelli che hanno giocato in Serie A, D’Anna che mi ha allenato al Chievo e Franceschini alla Cittanovese. Da loro penso di aver imparato la parte tattica, ed essendo due difensori che stavano sull’uomo mi piaceva anche come insegnavano la marcatura su quest’ultimo o la fase difensiva se si parlava di linea. Gli altri due sempre alla Cittanovese Zito e Ferraro, per il loro gioco propositivo che essendo un attaccante mi piace molto. D’Anna per me è stato il più completo, sia per la fase difensiva che per lo sviluppo offensivo.

A chi ti ispiri?

Non c’è un giocatore in particolare a cui mi ispiro, perché guardo molte partite e mi piace rubare un po’ da tutti i calciatori. In serie A guardo tanto quello che fa Insigne sia per le qualità che ha, ma anche per il suo carisma. E Ribery che oltre alla qualità infinita mi stupisce sempre per quanto corre e per quanto si sacrifica per la squadra nonostante l’età.

Il tuo futuro?

Per quanto riguarda il mio futuro penso a divertirmi. Abbiamo un’ attività di famiglia dove cerco di dare una mano e studio Scienze motorie, ma quando il pomeriggio vado al campo stacco tutto e per me c’è solo l’allenamento.

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