Corner, l’angolo del Diritto Sportivo

Corner, l’angolo del Diritto Sportivo

Che cosa è ed in cosa consiste il “DASPO”? (Miriam)

Nel periodo immediatamente successivo alla oramai famosa alle cronache finale di calcio Coppa Italia Tim 2014, giocata tra Napoli e Fiorentina, parole come “Daspo”, “daspare”, “daspato” o “Genny ‘a carogna” sono diventati tormentoni di tutti gli appassionati del panorama calcistico, e non solo, quali degni protagonisti di ogni tipo di “chiacchiera” da quella del Bar dello Sport a quella di Bruno Vespa.

In questa sede, senza entrare nel caso specifico della predetta partita, cercheremo di fare luce sullo strumento dell’ordinamento italiano per cercare di combattere l’allarmante fenomeno della violenza negli stadi, descrivendo questa misura di sicurezza e la rispettiva normativa di riferimento.

Nonostante i primi episodi di violenza legata al mondo dello sport sono datati fine anni ’70 (mai dimenticare la strage dell’Heysel in occasione della partita Juventus – Liverpool del 1985), la prima Legge antiviolenza viene varata in Italia il 13 dicembre 1989 (legge n. 401) in seguito al lavoro della Commissione Mista del Ministero dell’Interno, del Ministero del Turismo e della FIGC.

Dal 1992 emerge il fenomeno del razzismo negli stadi italiani ed il 23 giugno del 1993 la l. 401 viene integrata dalla l. 205 di conversione del D.L. “antidiscriminazione” nr. 122 del 23 aprile 1993, mentre ulteriori fatti di cronaca negli anni seguenti portano ad una nuova integrazione della l. 401 con l’inasprimento del DASPO di cui alla Legge “Maroni” nr. 45 dell’ 8 febbraio 1995.

Nel 1999 viene istituito l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive cui vengono affidati compiti di coordinamento centrale delle iniziative da attuare in occasione di incontri ritenuti particolarmente a rischio. Dalla sua istituzione l’Osservatorio ha svolto attività di analisi (monitoraggio e studio del fenomeno della violenza e delle carenze strutturali degli impianti sportivi), attività propositiva (proposte normative, elaborazione di direttive, promozione di iniziative sinergicamente coordinate con gli altri soggetti interessati) e attività documentali (rapporti annuali sull’andamento del fenomeno).

Il DASPO (da D.A.SPO. – cioè Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) è una misura di prevenzione atipica ed è caratterizzata dall’applicabilità a categorie di persone che versino in situazioni sintomatiche della loro pericolosità per l’ordine e la sicurezza pubblica con riferimento ai luoghi in cui si svolgono determinate manifestazioni sportive, od a quelli, specificatamente indicati, interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle competizioni stesse.

Si deve sottolineare come per “manifestazioni sportive” si intendono le competizioni che si svolgono nell’ambito delle attività previste dalle federazioni sportive e dagli enti e organizzazioni riconosciuti dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI).

Il DASPO può essere applicato:

–          Nei confronti di persone già denunciate o condannate, anche senza sentenza definitiva, nel corso degli ultimi 5 anni per uno dei seguenti reati:

  • Porto d’armi od oggetti atti ad offendere (art. 4 c.1 e 2 L. 18 Aprile 1975 n. 110)
  • Uso di caschi protettivi od altri mezzi idonei a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona (art. 5 L. 22 Maggio 1975 n. 152)
  • Esposizione o introduzione di simboli od emblemi di discriminazione o razzisti (art. 2 c. 2 25 Giugno 1993 n. 205)
  • Lancio di oggetti idonei a recare offesa alla persona, indebito superamento delle recinzioni o separazioni dell’impianto sportivo, invasione di terreno di gioco e possesso di artifizi pirotecnici (art.6 bis c. 1 e 2 ed art. 6 ter L.13 Dicembre 1989 n. 401)

–          Nei confronti di chi abbia partecipato attivamente ad episodi di violenza su persone o cose in occasione od a causa di manifestazioni sportive o che abbia, nelle medesime circostanze, incitato, inneggiato, o indotto alla violenza.

Il Daspo può, inoltre, essere di diverso tipo:

–          Può essere emesso dal Questore, con durata massima di 5 anni, nei casi di “Lancio di oggetti idonei a recare offesa alla persona, indebito superamento delle recinzioni o separazioni dell’impianto sportivo, invasione di terreno di gioco e possesso di artifizi pirotecnici”;

–          Può essere di tipo Giudiziario, cioè, in seguito a sentenza di condanna per reati connessi a manifestazioni sportive, il Giudice può disporre il divieto di accesso alle manifestazioni sportive e l’obbligo di firma presso un Ufficio od un Comando di Polizia per un periodo da 2 ad 8 anni, con la possibilità di affiancare un’attività socialmente utile;

–          Può essere di tipo preventivo, cioè può essere disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi oggettivi, risulta avere tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione od a causa di manifestazioni sportive. Questa è senza dubbio la tipologia più odiata specialmente dal mondo ultras in quando il soggetto viene colpito preventivamente e proprio in queste considerazioni aleggia lo spettro dell’incostituzionalità.

–          Esiste poi anche il cosiddetto Daspo Internazionale, cioè quella misura predisposta per le manifestazioni sportivi che si svolgono all’estero e può essere, viceversa, predisposta da altri Stati in occasione di gare che si svolgono sul territorio italiano.

Ringrazio Miriam per la domanda attualissima sperando di aver fatto chiarezza nella spiegazione della normativa.

Sarei lieto di continuare a rispondere ai vostri quesiti in materia di diritto sportivo che vorrete pormi inviando una mail alla redazione info@crotonesport.com – oggetto: CORNER. Le risposte saranno pubblicante nella successiva edizione della rubrica o nell’edizione in cui tratteremo l’argomento delle domande in oggetto.

Dott. Luca Arminio

Studio Legale Arrighi – Crotone

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