Corner, l’angolo del Diritto Sportivo

Corner, l’angolo del Diritto Sportivo

Apriamo anche questo terzo numero della rubrica rispondendo alla domanda di un lettore che chiede delucidazioni circa il reclamo respinto dalla Commissione Disciplinare Territoriale ai danni della società U.S. Sant’Anna  in merito alla presunta posizione irregolare di due calciatori del Cariati (Prima Categoria Gir. B) squalificati per una giornata.

Alessio chiede: “Come mai è stato respinto il ricorso del S. Anna? Puoi spiegarci la regola della presentazione delle distinte?”

Innanzitutto ricapitoliamo l’accaduto in modo tale da avere una precisa panoramica dei fatti.

La società Cremissa, per i fatti relativi della gara giocata in data 30 Marzo 2014 contro la MINIERI KING ELETTRICA, veniva esclusa dal campionato di Prima categoria con delibera del Giudice Sportivo Territoriale pubblicata su C.U n. 129 del 3 Aprile 2014, e pertanto tutte le squadre che avrebbero ancora dovuto affrontarla fino alla fine del campionato vincevano la gara a tavolino con punteggio di 3-0.

Nello stesso comunicato ufficiale n. 129 del 3 Aprile 2014 il Giudice Sportivo Territoriale  squalificava per UNA giornata i calciatori Scarpello Cataldo ed Apicella Raffaele, della società Cariati, per recidiva in ammonizioni in seguito alla gara disputata in data 29 Marzo tra Real Catanzaro 1969 – Cariati.

Successivamente la società Cariati disputava le seguenti gare:

– il 6 Aprile 2014           CARIATI – CREMISSA                              3-0  a tavolino
– il 13 Aprile 2014         CARIATI – NUOVA TORRE MELISSA     5-2
– il 27 Aprile 2014         SANT’ANNA – CARIATI                           1-1

In seguito all’ultima gara del 27 Aprile, la società U.S. Sant’Anna proponeva reclamo chiedendo di infliggere alla squadra avversaria la punizione sportiva della perdita della gara per aver, il Cariati, fatto partecipare alla partita i calciatori Scarpello e Apicella non aventi titolo perché squalificati.

Il Giudice sportivo, con delibera C.U. n. 143 del 30 aprile 2014, non rilevava alcuna irregolarità nelle posizioni dei due calciatori per la gara oggetto del reclamo, precisava che i due calciatori avevano scontato la squalifica nella gara contro il Cremissa e, pertanto, respingeva il reclamo ed omologava il risultato di 1-1.

Tuttavia, la società U.S. Sant’Anna non convinta della decisione del Giudice Sportivo Territoriale decideva di impugnarne la delibera presentando reclamo n. 110 innanzi alla Commissione Disciplinare Territoriale. La società reclamante chiedeva “di sanzionare la posizione irregolare dei calciatori del Cariati Scarpello Cataldo e Apicella Raffaele che, squalificati per una gara per recidività in ammonizioni, non avrebbero scontato la stessa disputando la prima gara utile a tale fine, appunto Sant’Anna – Cariati. Difatti, a detta del Sant’Anna, la gara Cariati – Cremissa che faceva immediato seguito alla decisione del giudice sportivo che sanzionava i calciatori non può essere considerata valida utile non essendo stata disputata per l’esclusione del Cremissa dal campionato (il risultato di 0 – 3 è stato decretato dal giudice sportivo)”. A supporto di tale irregolarità si faceva leva sulla tesi che “la squalifica deve intendersi scontata solo se è stata presentata la distinta”. La Commissione disciplinare territoriale rigetta il reclamo facendo riferimento anche ad alcuni recentissimi casi relativi al campionato di Lega Pro in corso in cui la società Nocerina è stata esclusa nel corso del girone di ritorno.

Soffermiamoci adesso sulla normativa in materia di esclusione di una società dal campionato e di esecuzione delle sanzioni previste dall’ordinamento sportivo.

Le NOIF (Norme Organizzative Interne alla Federazione) all’ articolo 53 disciplinano i casi di Rinuncia a gara e ritiro od esclusione delle società dal Campionato. Nei casi di esclusione dal campionato, che sono quelli che ci riguardano, distingue due eventualità: il caso in cui una società venga esclusa dal campionato durante il girone di andata ed il caso in cui ciò accede durante il girone di ritorno.

Nel primo caso tutte le gare in precedenza disputate dalla squadra esclusa non hanno valore per la classifica, che viene formata senza tenere conto dei risultati delle gare della società rinunciataria od esclusa.

Nel secondo caso, che è il caso cui dobbiamo fare riferimento, il punto 4 recita: “Qualora una società si ritiri dal Campionato o da altra manifestazione ufficiale o ne venga esclusa per qualsiasi ragione durante il girone di ritorno tutte le gare ancora da disputare saranno considerate perdute con il punteggio di 0-3, ovvero 0-6 per le gare di calcio a cinque, in favore dell’altra società con la quale avrebbe dovuto disputare la gara fissata in calendario”. La società Cremissa, quindi, che è stata esclusa nella seconda parte della stagione, perde tutte le rimanenti partite del girone di ritorno col punteggio di 3-0.

Il Codice di Giustizia Sportiva, inoltre, disciplina l’esecuzione delle sanzioni all’ articolo 22 n.4, il quale testualmente recita ”Le gare, con riferimento alle quali le sanzioni a carico dei tesserati si considerano scontate, sono quelle che hanno conseguito un risultato valido agli effetti della classifica o della qualificazione in competizioni ufficiali, ivi incluse quelle vinte per 3-0 o 6-0 ai sensi dell’art. 17, e non sono state successivamente annullate con decisione definitiva degli Organi della giustizia sportiva. Nel caso di annullamento della gara, il calciatore deve scontare la squalifica nella gara immediatamente successiva alla pubblicazione del provvedimento definitivo”.

Nel nostro caso, i due calciatori raggiunti da squalifica in data 3 Aprile 2014 hanno scontato la propria pena in occasione della prima gara utile e cioè CARIATI – CREMISSA vinta a tavolino dai primi e, per questo motivo, valida agli effetti della classifica in quanto la muovono di +3 punti in favore del Cariati stesso. La tesi della cosiddetta “presentazione delle liste” non ha trovato riscontro nella decisione del Giudice sportivo territoriale prima e della Commissione disciplinare territoriale poi, proprio perché la normativa sportiva non ne fa riferimento.

Concludendo, ai fini dell’esecuzione della sanzione di squalifica di un calciatore bisogna sempre far riferimento alla prima gara utile che segue il provvedimento e che sia valida agli effetti della classifica, quindi, anche quelle aggiudicate con punteggio di 3-0 “a tavolino”.

Ringrazio Alessio per la domanda attualissima sperando di aver fatto chiarezza nella spiegazione della normativa.

Sarei lieto di continuare a rispondere ai vostri quesiti in materia di diritto sportivo che vorrete pormi inviando una mail alla redazione info@crotonesport.com – oggetto: CORNER. Le risposte saranno pubblicante nella successiva edizione della rubrica o nell’edizione in cui tratteremo l’argomento delle domande in oggetto.

Dott. Luca Arminio

Studio Legale Arrighi – Crotone

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