Corner, l’angolo del Diritto Sportivo

Corner, l’angolo del Diritto Sportivo

Iniziamo questo secondo numero della Rubrica rispondendo alla domanda di un lettore che chiede delucidazioni sulla prova tv nel calcio, ora più che mai al centro del dibattito calcistico, in seguito alla squalifica di quattro giornate (3+1) inflitta all’attaccante della AS Roma Mattia Destro.

Antonio D. : è giusto punire Destro per la manata data ad Astori con la prova tv?

La premessa necessaria è che in questa sede non ci si può, chiaramente, sostituire alla figura del giudice sentenziando sul giusto o sull’erroneo del provvedimento, ma certamente si può approfondire la normativa in modo da avere una idea più chiara sulla vicenda e sul regolamento, riportando anche dei vecchi casi giurisprudenziali.

Iniziamo dicendo che l’articolo 35 del Codice di Giustizia Sportiva descrive i mezzi di prova per i procedimenti in ordine alle infrazioni connesse allo svolgimento delle gare.

Gli unici mezzi che fanno piena prova circa il comportamento di tesserati in occasione dello svolgimento delle gare sono i rapporti dell’arbitro, degli assistenti, del quarto ufficiale e i relativi eventuali supplementi. Al fine di raggiungere la propria decisione, gli Organi di Giustizia Sportiva possono, altresì, acquisire gli atti di indagine della Procura Federale .

Ai successivi commi 1.2 e 1.3  dello stesso articolo, vengono disciplinati i casi in cui è ammessa la c.d. “prova Tv” fondata su “riprese televisive o altri filmati che offrano piena garanzia tecnica e documentale” che, quindi, non lasciano spazio a dubbi sull’effettivo accadimento e sull’identità del tesserato (comma 1.2). Il comma 1.3, che invece è quello che ci riguarda più da vicino, testualmente recita:

“Per le gare della LNP, limitatamente ai fatti di condotta violenta o gravemente antisportiva o concernenti l’uso di espressione blasfema, non visti dall’arbitro, che di conseguenza non ha potuto prendere decisioni al riguardo, il Procuratore federale fa pervenire al Giudice sportivo nazionale riservata segnalazione entro le ore 16.00 del giorno feriale successivo a quello della gara….”

Nel caso di specie, l’attaccante della AS Roma Mattia Destro, al 33’ del primo tempo della partita Cagliari–Roma del campionato in corso, nel tentativo di rincorrere un difensore avversario raggiungeva quest’ultimo prima trattenendolo per la maglia e poi colpendolo con una manata al volto. Il difensore cagliaritano Acerbi, accennato un violento rimprovero, veniva ammonito dall’arbitro (Davide Massa), il quale, in ogni caso, fermava il gioco fischiando una punizione a favore del Cagliari, per aver Destro trattenuto la maglia dello stesso Acerbi.

Su richiesta del Giudice Sportivo, l’arbitro Massa comunicava via e-mail “In riferimento alla gara Cagliari-Roma da me diretta in data 06-04-2014 comunico, su richiesta del Giudice Sportivo, che né io né i miei collaboratori abbiamo visto l’episodio relativo alla manata di Destro” e successivamente “In riferimento alla gara Cagliari-Roma da me diretta in data 06-04-2014, su richiesta del Giudice Sportivo in merito all’episodio Destro-Astori e ad integrazione di quanto comunicato con mia precedente mail, specifico che: ho accordato un calcio di punizione diretto a favore del Cagliari per una trattenuta (normale fallo di gioco) commessa dal calciatore Destro ai danni di Astori. La successiva manata di Destro non è stata vista né da me né dai miei collaboratori”.

Il Giudice Sportivo, ritenendo che il gesto dell’attaccante romanista integrasse inequivocabilmente gli estremi della “condotta violenta”, con c.u. 166 del 8 Aprile 2014 squalificava  il romanista per tre turni (più una per cumulo ammonizioni). Infatti, secondo il suddetto Giudice,” la volontarietà del gesto, l’energia impressa al movimento del braccio, la delicatezza della zona colpita ed i concreti effetti del colpo inferto, evidenziati dal brusco spostamento del capo dell’ Astori in conseguenza della manata subita, suffragano l’assunto, nell’esclusione di ogni ragionevole dubbio. Ne consegue l’ammissibilità della “prova televisiva” e la sanzionabilità di tale “condotta violenta non vista dall’Arbitro”.

Il problema che infiamma la critica non si fonda sul numero di giornate di squalifica che Destro deve scontare, in quanto 3 giornate sono il minimo edittale per condotte violente (ex art. 19 n.4, b C.G.S.) rilevate a mezzo prova televisiva. La questione è, invece, sull’applicabilità o meno di questo mezzo di prova. La norma precisa in modo chiaro che i comportamenti identificabili tramite questo strumento devono necessariamente essere sfuggiti ai componenti della “quaterna arbitrale”. Ed è qui che si scatena la critica giornalistica e quella, non meno nobile,“da Bar”.

Un episodio visto parzialmente dall’arbitro e sanzionato, per quella parte che egli ha visto, con un semplice fallo di gioco, può essere soggetto a prova televisiva per la parte sfuggita al direttore di gara?

Nella stagione calcistica in corso ci sono stati diversi casi in cui si è discusso se applicare o meno la prova televisiva: facciamo un esempio, tra i più recenti, in serie A.

La Corte di Giustizia Federale che è stata chiamata a pronunciarsi qualche settimana fa sul caso Frey-Balotelli. Il giocatore del Chievo cadendo in terra dopo uno scontro di gioco scalciava colpendo l’attaccante milanista al fondoschiena, il quale rovinava in terra. Il Frey è stato inizialmente squalificato dal Giudice Sportivo per mezzo della prova Tv. Tuttavia, avendo il direttore di gara affermato che “A seguito dello scontro di gioco tra il calciatore del Milan Balotelli e quello del Chievo Frey confermo che né io né alcun componente della sestina arbitrale ha rilevato nulla di rilevante”, Corte di Giustizia Federale accoglieva il ricorso del Chievo dichiarando inammissibile la prova Tv in quanto l’arbitro aveva avuto “completa percezione del fatto storico, nella sua dimensione fenomenica, ed al contempo un giudizio di  sostanziale irrilevanza delle condotte accertate dal punto di vista disciplinare”. Il direttore di gara, quindi, aveva visto, ma non aveva ritenuto opportuno sanzionare un normale scontro di gioco.

La società AS Roma ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia Federale avverso tale provvedimento, la quale con COMUNICATO UFFICIALE N. 265/2013-2014 del 17 Aprile 2014, ha rigettato lo stesso. La Corte non è stata convinta dai punti su cui si fondava il ricorso presentato dai legali romanisti volto a considerare l’episodio come non soggetto a prova tv in quanto già sanzionato dall’arbitro durante la gara ed, in ogni caso, a considerare il gesto di Destro come un “gesto scomposto” e non una condotta violenta, sottolineando anche il fatto che il calciatore avesse colpito l’avversario senza intenzionalità e con gli occhi chiusi. Nei prossimi giorni saranno pubblicati i motivi di tale decisione, che potremo analizzare insieme.

Dopo questa breve panoramica spero di aver contribuito nel superare quelle piccole incertezze legate alla normativa relativa a questo importante mezzo di prova che permette di fare giustizia dove l’occhio umano non coglie ingiustizia e di cui, spesso, si abusa.

Ringrazio Antonio per la domanda attualissima sperando di essere stato il più chiaro possibile nella spiegazione della normativa e degli altri recenti casi giurisprudenziali.

Nel prossimo numero approfondiremo le diverse tipologie di società e tesserati, per poi passare alla giustizia sportiva in ambito FIGC. Sarei lieto di rispondere ai vostri quesiti in materia di diritto sportivo che vorrete pormi inviando una mail alla redazione info@crotonesport.com -oggetto: CORNER. Le risposte saranno pubblicante nella successiva edizione della rubrica o nell’edizione in cui tratteremo l’argomento delle domande in oggetto. 

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