Clamoroso! La Pallavolo Cutro rischia di scomparire

Clamoroso! La Pallavolo Cutro rischia di scomparire

Sono ore delicatissime quelle vissute dalla dirigenza della Pallavolo Cutro, che a margine dell’ennesima riunione dedicata all’analisi delle prospettive per la prossima stagione agonistica si è dovuta confrontare con i numeri impietosi imposti dalla crisi finanziaria che colpisce il mondo sportivo dilettantistico: il deficit è estremamente preoccupante e allo stato non esistono le condizioni per programmare la sedicesima stagione in un campionato nazionale.

Per la prima volta, dopo 27 anni dominati dal coraggio di affrontare anche le sfide più impervie in una realtà complicatissima, si ragiona su un ridimensionamento dell’attività agonistica e incombe lo spettro della cessione del titolo sportivo di serie B conservato per 15 anni consecutivi, un record che solo pochissime società in Italia possono vantare.

Un autentico shock non solo per i dirigenti che in questi lunghi anni hanno dato tutto per il sodalizio, ma anche per le atlete, che con e per la maglia biancazzurra hanno condiviso gioie e dolori, e per il pubblico dell’intera provincia che ha avuto modo di entusiasmarsi per le imprese di una squadra che dovunque e comunque ha lasciato il suo segno inconfondibile di lealtà, correttezza, impegno e dedizione.

La sensazione che la storia del sodalizio sia giunta a un bivio è generalizzata tra i soci. “O si torna indietro o si muore”: questa è la sintesi della situazione che si lascia trapelare. Non sono bastate le operazioni di marketing, le ricapitalizzazioni dei soci, le economie di bilancio al limite della micragna, gli appelli accorati: la crisi soffoca il debole tessuto imprenditoriale locale e c’è anche chi cavalca la tigre, prendendola a pretesto per dileguarsi.

Ma cosa vuol dire una serie B senza il Cutro? Per rispondere alla domanda occorrerebbe ripercorrere la storia della squadra, rivedere le migliaia di pagine e di titoli dedicati alle biancazzurre, rivivere intensamente – fotogramma per fotogramma – le immagini e i volti di decine di splendide atlete che hanno illuminato la scena e, infine, fare una visita al Sangue di Gatta, mitico teatro di questa storia, e sentirne – ora – il vuoto e il silenzio disperato dopo anni di grida gioiose.   Su tutto questo immenso patrimonio di ricordi aleggeranno le figure di due icone del volley cutrese: Anna Bareti, che al Cutro ha dedicato 14 anni di vita sportiva, e Young Lye Won, autentico monumento vivente dello sport, simbolo leggendario di un’epoca irripetibile.

Sarebbe utilissimo, per avere anche una pur pallida idea, provare a sentire qualcuna delle società o delle squadre che hanno sempre considerato quella di Cutro una tappa obbligata del loro cammino, una sorta di Termopili che occorreva necessariamente superare per raggiungere i più ambiti traguardi. E qui si arriva alla conseguenza più forte e vera, quella di maggiore impatto sociale: questa squadra ha diffuso un’immagine positiva e pulita della città in tutta Italia, funzione insostituibile che ora rischia di scomparire. Nei luoghi più impensabili del territorio nazionale Cutro è conosciuta solo per il volley, e basta interrogare un qualsiasi motore di ricerca della rete per scoprire che – tra gli episodi di cronaca – fiorisce il nome della Pallavolo Cutro. Questo basta per capire cosa la città e l’intero territorio perdono con la cessione del titolo sportivo.

“Qualsiasi cosa facciate sono pronto a metterci la faccia”: queste le parole del Presidente del Coni Giovanni Malagò, pronto a dare il suo sostegno istituzionale ad una società già insignita due anni fa della medaglia di bronzo al merito sportivo, onorificenza assegnata solo ai sodalizi che danno lustro allo sport nazionale. Parole che rincuorano ma non alleviano il dolore lancinante del momento. Per quello ci vorrebbe un miracolo, al quale la Pallavolo Cutro – che di miracoli ne ha pur fatti – sembra ormai aver smesso di credere…

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