Casabona, la rabbia del diesse Ioppoli per gli arbitraggi: “Pronti anche a ritirare la squadra”

Casabona, la rabbia del diesse Ioppoli per gli arbitraggi: “Pronti anche a ritirare la squadra”

Dietro ad una grande squadra, ad una grande famiglia, ad un gruppo formato da gente che fa sacrificio, che trascorre le domeniche lontane dalle proprie famiglie per quei 90 minuti. Dietro a questo gruppo c’è una società, formata di operai, dipendenti, lavoratori, che i propri soldi li investe per portare avanti un paese, per far crescere un paese nel calcio che conta, ai vertici di una prima categoria e sognando qualcosa di più. Società molto stufa per i tanti errori arbitrali.

Dopo la sconfitta di Aprigliano e per l’ennesimo sfavore arbitrale ai danni del Casabona per il cartellino rosso non concesso a un giocatore locale per un fallo da ultimo uomo su Turano al 16′ del secondo tempo, il direttore sportivo del Casabona Calcio Vincenzo Ioppoli decide di rilasciare delle dichiarazioni clamorose:

Da quando è iniziato il campionato stiamo avendo tanti sfavori arbitrali, tanti arbitri che si credono protagonisti. Nel calcio i veri protagonisti sono i calciatori e i veri arbitri sono quelli che non si vedono, quelli che arbitrano con umiltà dimostrandosi di essere un uomo in più, di essere un aiuto per entrambe le squadre, cercando di far divertire le squadre e il pubblico, no far innervosire le partite con cartellini inutili e mostrando atteggiamenti presuntuosi. Ci tengo a raccontare solo gli sfavori arbitrali di ieri in quel di Aprigliano, nel primo tempo agli avversari è stato concesso un rigore dubbio parato da Zizza nel primo tempo, io da vero sportivo non ho protestato, ma nel secondo tempo chiedevo spiegazioni al direttore di gara per la mancata espulsione ad un giocatore locale per un fallo da ultimo uomo e da dietro su Turano. Ha espulso me, invece di togliere il giocatore dell’Aprigliano, ho chiesto spiegazioni e più di una volta mi mostrava il viso di uno che volesse sfidarmi. Sfidare i miei sacrifici, del presidente e di tutta la società, facciamo sacrifici economici e sacrifichiamo soprattutto noi stessi per portare avanti un paese nel calcio vero. Loro si pagano, noi ci rimettiamo. Io chiedo un incontro con il presidente della Lega, per fare quattro chiacchiere da due persone civili, finché non ci mandano più questi arbitri, perché altrimenti prenderemo provvedimenti seri, ad esempio ritirare la squadra dal campionato“.

Armando Primerano
addetto stampa Casabona calcio

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