Atletica, intervista a Ruggiero: “La mia nuova società per trovare stimoli nuovi”

Atletica, intervista a Ruggiero: “La mia nuova società per trovare stimoli nuovi”

I paragoni si sprecano con i più grandi di sempre. E forse se avesse avuto un po’ di fortuna in più ora sarebbe  in cima a far paura a tutti e a battere record su record. Purtroppo cosi non è, ma Danilo Ruggiero non guarda il passato, ma il presente. I trofei che ha in bacheca sono molti. Certo non sono titoli europei o mondiali, ma sono comunque di una certa importanza, perché vincere non è mai facile. Ha sempre messo  la vita sana e il sacrificio al primo posto  ed ora d’ allenatore è quello che sta insegnando ai suoi ragazzi. E oggi abbiamo  la fortuna di  avere il classe 1991 qui con noi per un’intervista.

Cosa ne pensa di questa situazione che stiamo attraversando? Quanto le manca la corsa e cosa rappresenta per lei?

Una situazione difficile e complicata da gestire sotto tutti i punti di vista. Per quanto riguarda l’aspetto motorio- sportivo sono passato da una fase di iperattività a una fase di stasi. Ero abituato a stare ogni giorno con i ragazzi proponendo sedute d’allenamento, ma comunque li sto allenando da casa perché hanno bisogno di muoversi e farli stare fermi potrebbe causargli qualche lacuna motoria – psicologica e naturalmente io mi alleno con loro.

Come sta passando il tempo in questa quarantena?

Studiando. Ho finito di completare la tesi sulla valutazione dell’attività motoria dell’età prescolare fino alla terza età adulta per completare la specializzazione in scienze motorie.

Da poco ha fondato una società di atletica: l’Ermes Sport. Com’è nata l’idea di metterla su?

E’ nata dall’esigenza di soddisfare un bisogno, soprattutto dei ragazzi di fare sport a certi livelli e un certo tipo di attività sportiva: l’atletica leggera. Avevo  voglia di camminare da solo e ho deciso di fondare quest’associazione che non si limita solo all’attività di atletica, ma l’obiettivo è quello di far svolgere a più persone di ogni età attività sportiva.

Che progetti ha in mente per questa società? Può qualche suo atleta ambire a un qualcosa d’importante?

Come società punta tanto sui giovani. Abbiamo tanti ragazzi che promettono bene, ma noi rimaniamo con i piedi per terra in quanto l’atletica non è uno sport facile. Io come presidente- allenatore ce la metterò tutta per preparare i miei atleti per le varie discipline che l’atletica leggera propone. L’importante che i ragazzi si divertono e noi cercheremo come società di portare avanti il nome e i colori di Crotone.

Mentre dopo due anni ha lasciato la Milon Runners.  A cosa è stata dovuta questa scelta?

Nella mia vita ho avuto l’occasione di correre per tante società del nord Italia. In questi due anni ho deciso di tornare nella mia Crotone per onorare il suo nome e i suoi colori appunto come dicevo prima. Infine ho deciso di lasciare la Milon perché ero alla ricerca di nuovi stimoli e quindi mi sono messo in gioco in prima persona con l’Ermes Sport.

E’ stato vicino alla nazionale anni fa. Quanto è grande il rimpianto di non aver indossato la casacca azzurra? Se potesse tornare indietro cosa farebbe di diverso?

Vi racconto un aneddoto: anni fa ero tra le migliori sette promesse d’Italia non è stato facile arrivare a quel risultato e sono del parere che uno nella vita deve trovarsi con le persone giuste al momento giusto. In quell’anno ho pagato molto di avere una società alle spalle che prendeva decisioni importanti con molte leggerezza. Ero riuscito  a fare il minimo per i campionati italiani, ma non comunicarono nulla e tutto saltò. Se potessi tornare indietro farei tutto allo stesso modo: perché ogni tappa e ogni episodio mi hanno formato. Ed oggi metto la mia esperienza al servizio dei miei ragazzi perché io per loro farei di tutto.

E di Idam Ayoub che ci dice? In molti vi paragonano. Che differenze ci sono tra lei e lui? Cosa gli consiglia?

Un bel paragone. Siamo cresciuti in due situazioni diverse con lo stesso allenatore. Dal punto di vista tecnico io ero più propenso a un mezzofondo veloce mentre credo che lui lo è  verso un mezzofondo prolungato. Gli consiglio di tenere sempre la testa bassa e dedita al lavoro. Lui ha già ottenuto ottimi risultati, ma ora è arrivato il momento di dare il tutto per tutto se vuole  far parte degli  atleti èlite.

Qual è il segreto di un vero atleta?

La motivazione  e la dedizione al lavoro. Devi essere abituato alle rinunce ai sacrifici. Come lo devi essere alle sofferenze e alle gioie. Dico gioie perché si devono contenere e una volta raggiunto l’obiettivo si deve puntare su altri

Il suo futuro?

Nell’ immediatezza completare il percorso della specializzazione e in futuro  entrare nel mondo dell’insegnamento per trasmettere ai giovani la passione per lo sport e l’attività fisica.

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