As Cutro, intervista a Raffaele Tambaro: «Per me ultima stagione. Darò il mio contributo da dirigente»

As Cutro, intervista a Raffaele Tambaro: «Per me ultima stagione. Darò il mio contributo da dirigente»

Dopo la vittoria di Grimaldi (0-2) in cui il Cutro ha festeggiato la vittoria del campionato con una gara d’anticipo, abbiamo voluto analizzare questa meravigliosa annata con Raffaele Tambaro, calciatore di lungo corso e bandiera del Cutro. Tambaro fa infatti parte delle giovanili del Cutro tra il 1984 ed il 1991, anno in cui esordisce in campionato con la maglia biancazzurra all’età di 16 anni. Un trentennio con oltre 600 partite disputate , è recordman di presenze col Cutro ed ha calcato i campi tutte le categorie dilettantistiche, dalla terza categoria fino al CND vincendole tutte, altro record che pochi calciatori possono vantare.

Una carriera trascorsa quindi interamente con la maglia del Cutro – se si eccettuano le due esperienze col Crotone in CND e col Catanzaro Lido – con cui ha vinto per tre volte il campionato di Promozione (nel 1991, nel 2007 e nel 2014) e col Roccabernarda, e preso parte a vari playoff e playout.

Anche quest’anno è stato uno dei migliori della trionfale stagione del Cutro nonostante tutta una serie di infortuni che, a 38 anni – quasi 39 – hanno portato Tambaro a dire addio al calcio giocato. Tambaro è stato protagonista peraltro nella doppia veste di calciatore e dirigente, costruendo assieme ai Ds Taschetti e Macrì la squadra che ha vinto il campionato.

Cosa rappresenta per te, che sei dirigente oltre che giocatore e recordman di presenze, questa vittoria?

E’ una soddisfazione personale direi doppia. Gioco quasi ininterrottamente col Cutro fin dal 1991. Sono fiero di essere il recordman di presenze col Cutro e di aver dato il mio contributo in tutti e tre i campionati vinti da questa squadra: nel 1991, 2007 e 2014 , e di aver dato “anima e corpo” per i tanti campionati sofferti riuscendo a mantenere l’ As Cutro nel calcio che conta vincendo anche tanti spareggi salvezza.

Avete sempre creduto alla possibilità di vincere il campionato? Qual è stato il momento più difficile della stagione e quale quello della svolta definitiva?

Non è mai facile pronosticare una vittoria , anche se conosci il potenziale del gruppo, ma ero consapevole della professionalità e del valore , calcistico e morale , dei miei compagni che come me hanno militato quasi tutti in categoria superiore , e dei giovani che sono stati il valore aggiunto di questa squadra. Squadra che ha saputo soffrire nei momenti critici ma alla fine il risultato ci ha dato ragione.
Sapevamo fin dall’inizio che l’obiettivo era uno ed uno soltanto: vincere. La squadra era stata allestita per questo.

Il momento peggiore è stato quando non riuscivamo più a vincere in casa, col Torretta a +4 . Il momento decisivo è stato ovviamente lo scontro diretto proprio col Torretta: batterli con un gol nel finale pur essendo in inferiorità numerica ci ha sicuramente dato quell’iniezione di fiducia decisiva per il rush finale. Abbiamo capito di essere forti.

Le differenze-similitudini tra questa vittoria del campionato e quella del 2006-2007, sempre con Cittadino in panchina?

Sono stati entrambi due campionati bellissimi ed egualmente entusiasmanti. Personalmente quest’ultimo campionato l’ho vissuto con maggiori responsabilità, essendo dirigente oltre che giocatore esperto e punto di riferimento per i compagni più giovani.
Il mister Cittadino ha saputo utilizzare al meglio le risorse che aveva a disposizione senza nulla togliere al lavoro svolto precedentemente da mister Condito. Con il DS Carlo Taschetti e il consulente di mercato Rosario Macrì abbiamo collaborato ed allestito una grande squadra, di uomini oltre che di calciatori, alcuni dei quali come Balsamo, Antonio Arabia e Maione , che conoscevo già in quanto siamo stati vecchi compagni di squadra. Un ringraziamento particolare , non me ne voglia nessuno , lo vorrei fare al Ns capo cannoniere Alessandro Riolo , vera punta di diamante di questa squadra che con i suoi goal ha riportato il Cutro in eccellenza.

E’ dura lasciare il calcio giocato?

Mi mancherà, sarà dura ma non ho rimpianti, a parte gli infortuni. Ho dedicato anima e corpo e soprattutto il tempo alla squadra , trascurando alcune volte il lavoro e soprattutto la famiglia che ringrazio per avermi sostenuto e dato la possibilità di portare avanti negli anni la mia passione per il calcio. Nelle ultime stagioni ho sofferto molto, in particolare quest’anno, tra problemi alla spalla, alla caviglia ed al tallone. Ho fatto molti sacrifici ed ho quasi sempre giocato grazie alle infiltrazioni, ora è arrivato il momento di dire basta. Quest’anno ho gestito bene questi infortuni, mi sento giovane e penso che per me parli il campo, ma non me la sento più di continuare in queste condizioni e ci tengo a dire che lascio il calcio giocato solo ed esclusivamente per quello.

Il futuro della Polisportiva e del Cutro anche in vista del prossimo campionato?

Per il momento ci godiamo la vittoria, poi penseremo all’anno prossimo. Darò sicuramente il mio contributo da dirigente . L’Eccellenza sarà sicuramente un campionato molto impegnativo, peraltro la riforma della Lega Pro porterà molti calciatori a scendere di categoria e questo innalzerà ancora di più il livello del campionato. L’obiettivo comunque è a lungo termine, ed è quello di portare nel giro di 3-4 anni il Cutro dove non è mai stato, in serie D. Anche per quanto riguarda la Polisportiva stiamo facendo bene , abbiamo raggiunto risultati eccellenti con i settori giovanili , che saranno il vivaio del calcio cutrese.

Come valuti l’apporto dei tifosi in questa stagione e cosa vuoi dire a loro?

Ringrazio i tifosi perché sono sempre molto vicini alla squadra. E non parlo solo dei tifosi più accaniti ma di tutti, anche delle donne, come dimostra ad esempio la partita col Trebisacce e l’autobus pieno proprio di donne e bambini che ci ha seguito ed incitato nella trasferta a Grimaldi. Quest’anno ci hanno seguito dappertutto e per questo li ringrazio davvero molto.
Sono stati effettivamente il dodicesimo uomo in campo. Approfitto per invitarli domenica 27 Aprile allo Stadio Comunale di Cutro per l’ultima di campionato per festeggiare con loro la meritata promozione.

Chi vuoi ringraziare e a chi dedichi la vittoria del campionato?

In primis un ringraziamento va a tutta la dirigenza che ci ha sostenuto con fiducia fino alla fine. Un ringraziamento particolare ai due Presidenti Giuseppe Ciampà e Alberto Olivo al Ds Carlo Taschetti e a Rosario Macrì , senza dimenticare i nostri due instancabili Vice Presidenti Giovanni Talarico e Giuseppe Scandale.

Comunicato stampa As Cutro

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