Achei Crotone, ricorre il 25° anniversario dalla fondazione della squadra pitagorica di football americano

Achei Crotone, ricorre il 25° anniversario dalla fondazione della squadra pitagorica di football americano

(nella foto una vecchia formazione degli Achei)

Ricorre quest’anno il 25° anniversario dalla fondazione, nel lontano 1989 , degli Achei , la squadra di football americano della città di Crotone. L’elenco dei valori trasmessi e delle imprese sportive affrontate in tutti questi anni sarebbe tanto lungo quanto interessante , ma pensiamo che il modo migliore per riassumere, in questa occasione, la storia e lo spirito della compagine Crotonese sia quello di riportare le parole di Giuseppe Iorno che, sebbene matricola della compagine e prossimo alla discesa in campo al suo primo campionato, ha ben presto assimilato ed è stato fiero di riassumere  nelle seguenti vibranti parole lo  spirito Acheo.

«Attraversate il vasto mare e accanto all’Esaro fonderete Kroton» queste le parole che affidò l’oracolo di Delfi  ai nobili Achei che impavidi attraversarono lo Ionio e ivi plasmarono la nobile Crotone, capitale Magno Graecia e amabile madre di uomini di scienza e sport.

I millenni trascorsero indomiti sulle sponde dell’Esaro, dove figli di quella valorosa compagine ellenica decisero di ridare lustro a Kroton, colonizzando non già la terra, ma gli uomini, fondando una leggenda: gli “Achei Crotone”.

Portarono sul promontorio Lacinio il Football Americano, lo sport più complesso e affascinante che esista. Persone come Francesco Pizzuti,  Massimo Arrighi, Francesco Arrighi, Gianfranco Barone,  affidarono a dei giovani ragazzi uno scudo, blu come il mare che attraversarono, per difendere i propri fratelli e i valori che questa nobile arte porta seco ed un’argentea picca affinché potessero lottare nel silvano campo e nella vita  per conquistare la vittoria.

Personaggi valorosi i sullodati, che con grande umiltà ogni giorno da 25 anni, portano avanti ancora con fremente passione la loro missione, non solo sportiva ma altresì pedagogica, insegnando non ad essere dei violenti bruti, ma a canalizzare la propria forza per uno scopo, per un ideale, per dei valori che ormai la società moderna sembra aver strappato dagli essere umani: fratellanza, rispetto,  umiltà, dignità.

Questi i pilastri che sorreggono la squadra, i fari che illuminano la strada di chi si accinge a questa disciplina, le basi sulle quali si diventa Achei.

In questo quarto di secolo molti sono i ragazzi cresciuti e diventati uomini nell’armata blu e argento, se ne potrebbero citare tanti, ma per eliminare il tedio da queste poche parole ne verranno nominati alcuni, come: Giorgio Di Lorenzo, Francesco Caruso, Umberto Bruno, che da giovani adepti sono oggi punto di riferimento per  le nuove reclute, per i nuovi fratelli che vestono non solo nel tessuto ma anche nella vita i nostri colori.

Oggi, più di ieri, l’argento spicca ancora più forte sul blu dei nostri scudi e queste poche parole servono per dire grazie a chi ci ha dato vita, a chi ci ha fatto vincere, a chi ci ha reso grandi, a chi ancora oggi investe su di noi, a chi ci ha reso uomini, a chi ci ha reso Achei.

Giuseppe Iorno

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